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Provarci Sempre

Pensieri

Quello che mi frulla stasera per la testa è questo...Provare, provarci sempre, a qualunque costo. Che poi a volte non costa tanto...solo un tuffo nel vuoto; Che fa paura certo, ma è da questo che sono attratto.
Non che io sia un pavido guerriero, anzi, tutt'altro...timido e preoccupato...mi rendo conto che è proprio questo quello di cui ho bisogno. Di annientare la routine del cazzo che mi lega a questa vita. Di urlare addosso agli ipocriti che non rischiano niente (in cambio di niente). Spaccare i coglioni alle persone "per bene", perchè fanno schifo quanto noi...come noi...immersi nella melma delle faccende quotidiane. E poi inizi a capire perchè le sigarette esiteranno sempre (per fortuna). E capisci perchè l'alchool esisterà sempre (per fortuna). Ma poi ti ritrovi a dovere accetare "gli altri"...i diversi da te, che credi di sapere tutto, di avere capito tutto.
11/09 | di | autore





Permessi

Racconti

Suonò la sveglia. Scaraventai il telefonino dall'altra parte della stanza.
Non passò molto tempo quando il telefonino riprese a squillare.
Decisi così di svegliarmi. Erano precisamente le 7 in punto.
Andai in bagno, mi lavai la faccia di cazzo e cercai di togliere tutte le odiose schifezze verdi dagli occhi gonfi e stravolti. Semplice routine.
Andai in cucina, misi su il caffè e mi appollaiai sulla poltrona.
Accesi la Tv e il papa apparve sullo schermo con la sua faccia ipocrita.
Il servizio diceva: “IL PAPA PROCLAMA LA SUA IDEA DI POLITICA. PIU' UOMINI CATTOLICI IN POLITICA. HANNO PIU' BUON SENSO”.
La giornata iniziava malissimo.
15/09 | di | autore





Consigli di vita

Aforismi

L'importanza della vita è curarsi fisicamente e socialmente. Curarsi ed amarsi ma non tanto da rendersi idoli di se stessi.
15/09 | di | autore
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L'amore

Aforismi

La medicina di tutte le malattie non esiste. Esiste invece la medicina di ogni manifestazione depressiva.
15/09 | di | autore
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Consumismo

Aforismi

Tutto consumismo;
come il fiume, scorre veloce va’;
molte cose trasporta e il tuo cervello va’ e
presto annegherà!

Acqua alla gola!
Acqua alla gola!

molte cose trasporta e presto il tuo
si porterà!
15/09 | di | autore
| (0) | (8)





vivere o esitere???

Appunti di viaggio

Fa freddo. Apro gli occhi e subito sono proiettato in questa nuova giornata. Ho capito perchè ho freddo. Ho dormito in questo parco, cazzo. Non ricordo quasi nulla di ieri sera, ed ho un tremendo mal di testa. Sono anche un po' incazzato con me stesso, non si puo' finire una serata in questo modo. Raccatto i miei stracci e cerco la via d'uscita. Scavalco il cancello ed eccomi nelle strade tristi e bagnate della periferia milanese. Sono abbastanza conciato. I pantaloni sono sporchi di fango, anche il bomber, e da come mi guarda la gente per strada anche la faccia non è messa bene. Nelle tasche trovo un pacchetto di sigarette.... è vuoto, no anzi, ce' ne una mezza . Il mezzino che fa puzzare il pacchetto di solito, ora non svolge il suo compito perche' il pacchetto e' stato spinto a morte certa in mezzo alla strada.
Aspiro il poco tabacco a mia disposizione mentre cammino con passo stanco verso la stazione. Entro nel cesso, una latrina infernale. Piscio, lascio quel poco che è rimasto nel mio stomaco in un paio di conati di vomito. Mi guardo allo specchio, ho un apsetto terribile.... normale. La vita non ti da il tempo di vivere, solo di rassegnarti. Con un po' di fortuna riesco a tornare a casa, un bel viaggio silenzioso nei comodi cessi della nord.
Sento ancora nelle narici rimasugli di anfetamina presa la sera prima, bruciano ancora un po'. Tornato a casa metto su un po' di musica e mi faccio una doccia calda mangiucchio qualche cosa trovato in frigo insieme a un po'di pane secco, di tre giorni fa.
Corro in un supermercato e compro qualcosa:

BIRRA CALSBERG SCONTO DEL 40% EURO 0.79

MELE EURO 1.20 KG

BURRO ......

eccetera eccetera eccetera......

Mi ingollo 2 calsberg in un minuto, seduto in piazzetta. mi rimane una bottiglia di brandy di quarta categoria. Quanto è difficile esistere.....
17/09 | di | autore
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Agnello del caso

Racconti

1

Guardò la lingua che puliva l’ultima traccia di sperma presente sulle labbra.
- Quanto ti devo?
- Te l’ho già detto prima, no?
- Ma è durato meno di una scoreggia di una pulce!
- Non è colpa mia se hai un uccello più veloce di uno struzzo che si tira di coca, bello!
- Fanculo, ti ho portato a casa mia. Questo mi varrà uno sconticino!
- Se ti lamenti ancora ti metto in conto il costo del vaccino che dovrò farmi appena esco da qua!
- Dove cazzo sono andate a finire le buone maniere con i clienti?
- Le buone maniere le ho perse con la verginità, e a quel tempo il tuo uccellino non produceva neanche la schiumetta.
In effetti, poteva esser vero, a occhio e croce la puttana aveva almeno una ventina d’anni più di lui.
Raccolse i pantaloni, sfilò dalle tasche i soldi e li porse alla donna. Lei li contò e li mise in una borsetta di vernice rossa.
- Non mi vedrai mai più, bella.
- Sai che danno – disse lei e andò via sbattendo la porta.
18/09 | di | autore





Omicidio passionale

Poesie

Sei stata come tutte le altre,
Una grande bagascia!
Ti aspettavo
Ieri
Come ogni notte
Da me.
Invano. Non arrivavi.
Sono uscito come un pazzo furioso.
Vedo che ti infratti con un altro
In un albergo.
Tu sorridi sempre
Nel tuo abitino fresco e nero.
Lui mi sembrava eccitato ma spaventato.
18/09 | di | autore





Eddie Merckx

Poesie

Felicità… fatta di momenti,
attimi assenti, fiato in gola!
Paura di trovare tutto lontano,
la gioia di non trovasi solo, fiato in gola…
È come correre e sudare
ed arrivare alla fine di qualcosa
con fatica e dolore, ma arrivare alla fine.
18/09 | di | autore





BENVENUTO AL MONDO

Racconti

E' stata richiesta la mia presenza a questo mondo.
Ed io che devo fare? Me ne sto qui tranquillo seduto al bancone di un lurido bar di perifieria.
Trangugio whisky scadente, mi gratto la testa e penso a chi muore di fame, a chi nuota nei soldi,
a chi è pieno di donne, a chi invecchia bene... un sacco di cose.
Alcune hanno senso, altre meno. E giù un altro sorso di malto. Alzo gli occhi al cielo e prego.
Prego un Dio che ascolta solo me e nessun altro, un Dio impietoso che mi riempie il bicchiere
ogniqualvolta il portafoglio lo consenta. Un Dio benevolo che regala uno sprint vincente a quel
ronzino ormai stanco, all'ultima curva prima dello steccato.
Piego la testa e la gola brucia ancora.
- Ne prendo un altro.
E' stata richiesta la mia presenza a questo mondo.
Mi hanno interpellato? Si, sono io 'sto schifo d'uomo. Ma non l'ho deciso io.
Mi c'hanno messo qua seduto. E penso, penso. Rimugino...
Quanto ti amavo Sara. Quanto ti amavo Jessica. Quanto ti amo Bruna.
Che nome orrendo che hai, Bruna. Pensare che pure la mia zia si chiama Bruna.
Chi se ne frega. Arriva il malto di fuoco e me lo spengo in gola.
Lo stomaco si torce e duole. La testa vaga. Lo sguardo pure. Gira tra le sedie ed i tavoli di un lurido
bar di periferia.
Ho un problema, forse più d'uno. Chi non ne ha?
Non rido più, sono depresso. Chi non lo è?
Seguo il mio sguardo strisciante in questo angusto locale. Donne di malaffare con labbra rosso sangue.
Uomini magri con troppi anni addosso ed un bicchiere in mano. Giovani dalla pelle bianca e dalle
occhiaie blu che aspettano il pusher, aspettano una boccata di vita.
La vita, la morte. Il mio sguardo che striscia come un serpenta tra l'erba.
Il wiskhy che mi riscalda il cuore e mi cancella piano piano il vortice di stronzate che mi frulla in capo.
Finisce tutto, il vortice ed il wiskhy.
- Un altro per favore.
E' stata richiesta la mia presenza a questo mondo.
E dopo cosa succede? Ci devo credere a questa storia della vita eterna?
Il paradiso, il purgatorio e poi l'inferno nella migliore tradizione Dantesca. Parlerò a rime.
Ode al poeta. Chi sarà il mio cicerone nel percorso attraverso gl'inferi?
Bukowski? Fante? Hemingway? Nessuno?
La testa, che male che fa... Quanto ancora questi gomiti riusciranno ad appoggiarsi su di un bancone?
Ne tiro su uno e butto giù ancora un sorso.
Avevo un cane, anni fa. E' morto. Era il migliore. Disobbediente ma furbo, gli occhi più profondi del profondo.
Dentro ho visto tutto. L'amore, l'odio, la rabbia, la voglia di giocare e stare al mondo.
Avevano richiesto la sua presenza, poi è bastato un camion ed una strada per mettere fine a tutto.
Non abbaiava mai. Quando sudavo mi leccava sempre ed impazziva quando camminavo scalzo.
Puzzavo più io di lui. Scodinzolava e mi guardava.
Ed io non ero niente perso nel suo sguardo. Ogni volta che ci penso piango e non vedo perchè non
dovrei farlo... Chi mi vede penserà che bevo e piango per una donna.
Sarei forse matto a dire loro che piango per un cane? Una taglia piccola, dal pelo fulvo e le orecchie
dritte. Un cane. Un sorso di wiskhy. Una lacrima. Un altro sorso. Un ricordo. Un bicchiere vuoto.
- Buon uomo, quant'è?
E' stata richiesta la mia presenza a questo mondo.
Mi alzo, barcollo. Ci penso ancora un pò, me ne esco. Fuori piove ed io non porto mai l'ombrello.
La pioggia mi bagna, le lacrime pure. I pensieri fanno a pugni con l'alcool per svuotarmi la testa.
Ed eccomi qui. Potevano fare di meglio. Potevano fare tanto di più per queste ossa e questa carne.
Ma così m'hanno voluto e così mi terranno. Per quanto ancora?
Chi lo sa. Chi se ne frega.
Tanto appena arrivo a casa mi faccio un altro bicchierino.
Ci penserò prima di crollare.
19/09 | di | autore
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Devo scrivere.

Pensieri

Non un goccio ha lambito le mie labbra e l'unico catrame che ha massaggiato i miei polmoni è stato quello che tossiscono fuori i maledetti motori a combustione interna che intasano le strade come il colesterolo nelle arterie di un ciccione alcoolista; motori chiusi in metallo e vernice o in leghe sempre più leggere per regalare a tutti la sensazione di libertà. Rinchiuditi, accendi la condizionata e spingi forte sul pedale.
Se abbracci il palo potrai vivere libero gli ultimi istanti.
Il sole mi carezza la testa e il vento mi rinfresca i testicoli mentre un sorriso ebete mi taglia la faccia: guardo la mia donna come guarderei una bottiglia di torbato appena aperta.
I soldi in tasca, la donna accanto, la bottiglia piena, il buonumore che mi graffia il cuore e questo maledetto foglio bianco che mi raschia il culo. Storie come vermi si accapigliano tra i miei neuroni e rischiano di morire in mancanza di spirito.
No, non hanno il senso dell'umorismo e nemmeno io.
Il seno spinto sulla schiena mi rilassa e i vermi si vanno a nascondere dove non posso vederli, dove non posso sentirli ma lo so che stanno scopando, lo so che si stanno riproducendo e lo so che cresceranno finchè non sarò troppo marcio dentro da nasconderlo e verranno fuori, tutti assieme sarò divorato, Mangerò me stesso e berrò il mio sangue: spero solo di aver bevuto parecchio da averne ben poco, di sangue, per allora.
Quel giorno questo foglio bianco, questo foglio pulito, lindo e profumato, questo maledetto, fottuto foglio coperto di polvere non basterà e allora mi ricorderò della felicità di oggi e questà felicità sarà la disperazione nera dell'inchiostro che consacrerà questo bianco allo stronzissimo paradiso dei fogli che son serviti a qualcosa di buono e smetterà di raschiarmi il culo.
Ma tanto quel giorno sarà qualcos'altro a rodermi, la dolce gioia della disperazione, la cerezza della rabbia, la cieca consapevolezza dell'autodistruzione, in una sola parola, me.
23/09 | di | autore
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Cinque mila lire

Racconti

Guardavamo la televisione. Io e Albe stavamo spaparanzati sul divano di Enrico. Albe aveva il telecomando e cambiava continuamente canale. Enrico stava di là, in camera. Si stava spazzolando Anna. Lui era il primo visto che stavamo a casa sua. I genitori erano via per il fine settimana. Dopo sarebbe toccato ad Albe. Io avevo perso a pari e dispari e mi toccava la fine. Anna sarebbe stata stanca e mi avrebbe fatto venire in cinque minuti per farla finita. Avevamo sedici anni. Anna aveva qualche anno più di noi. Diciotto. Stava ancora in terza liceo con noi. Bocciata varie volte. Gli sganciavamo cinque mila lire a testa per farcela. E per noi cinque mila lire erano un sacco. Valevano un intero fine settimana a biliardino e ai videogiochi. Un piccolo capitale.

Albe rideva. In tivù davano un film erotico con Francesca Neri. Bella figa. Noi eravamo già in tiro. Dalla stanza dietro di noi le molle del letto cigolavano. Gnek, gnek, gnek. Albe urlò ai due di farla finita lì, che era tanto che aspettava ed era già il suo turno. Dalla stanza venne una risatina. Anna urlò di farla finita. Che eravamo dei frocetti con il cazzo moscio. Che lei aveva bisogno di veri uomini. Noi ridemmo. Albe cambiò canale. Nella camera da letto continuavano i gnek, gnek, gnek. Enrico insisteva, monoritmo. Albe moriva dalla voglia di spazzolarsi anche lui Anna. Enrico dopo un po’ finì ed uscì fuori finendo di aggiustarsi i pantaloni. Saltò sul divano e si impossessò del telecomando. Era casa sua in fondo. Io non dissi niente.

Albe entrò in camera. Era il suo turno. Dopo Albe toccò a me e Anna come previsto era stufa di noi. Non si alzò neanche a lavarsi. Mi fece venire nella sua mano. I tuoi amichetti mi hanno stancato, mi disse. Sapevo che non ci sopportava. Poi Anna si diede una lavata e si rivestì. Noi stavamo tutti e tre sul grande divano a guardare la tele. Non salutò quando uscì. Al solito. Noi in coro gli urlammo, ciao Anna, alla prossima. Lei urlò che eravamo disgustosi, che non ne poteva più di noi. Che era stufa di tutto. Che voleva andar via. L’anno prossimo si sarebbe iscritta ad un liceo privato in città. Salutava tutti e via. Via dal paese. Noi ridemmo. Immaginammo Anna in città. Chissà cosa avrebbe combinato.
24/09 | di | autore
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il nulla di jim_paul

Aforismi

CAMMINO NEL VUOTO DI UN MONDO SCONOSCIUTO
IL VUOTO CHE MI CIRCONDA AVVOLGE LA MIA ANIMA OSCURA
I MIEI OCCHI SOGNANO E VAGANO NEL CIELO
NEL NULLA ASPETTO IL TRAMONTO DI UN GIORNO COME TANTI
MI FERMO E SORRIDO AL SOLE CHE MI GUARDA INTENERITO
MI FERMO ALLA SERA DAVANTI ALLA FINESTRA EVEDO LA LUNA
MALINCONICA CHE MI DICE DI ANDARE A DORMIRE
PERCHE' IL DOMANI E' GIA 'ALLE PORTE
24/09 | di | autore
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[GRIGIO FUMO SPIPPACCHIOSETTO]

Poesie

fuori, cambiando stagione,
per sempre,
le nuvole, procedono.
per chi ha abbastanza fegato
e per chi non ne avrà mai.

dentro di me,
porca d'una vacca,
si agita, con una buona messa a fuoco,
come il tuono che manca
l'immagine di un paio di tette.
19/09 | di | autore





Qestione di stimoli

Racconti

Per vivere servono degli stimoli.
Senza stimoli la vita rimane immobile,lento susseguirsi di sbiadite diapositive ritraenti deboli ricordi e vane aspirazioni.
Trovare stimoli è un grosso problema.
Non uso droga; bevo,certo,ma ormai è routine e come tale non può essere stimolante.
Rimangono dunque le persone come unica fonte di stimoli.
Questo è un problema.
16/09 | di | autore





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