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Frank girò la chiave nel chiavistello,finalmente casa,fredda e disordinata,ma pur sempre casa, gettò subito i vestiti zuppi in un angolo del bagno e riempi' la vasca di acqua calda,cercò una sigaretta ancora asciutta nel pacchetto tutto rotto,spense la luce,e si immerse.La luce dei lampioni filtrava dalla finestrella senza tende del bagno di Frank,che guardava assorto la neve cadere giù fitta e spessa mentre la stanza diventava rossa ad ogni boccata di sigaretta. Pensò che era giunto il momento di riprendersi la macchina che giaceva senza benzina da settimane in un parcheggio poco lontano,poi,il telefono squillo.
Me ne sto nella mia camera davanti al computer e fumo una sigaretta, sento il fumo entrare nei miei polmoni, è corposo e soddisfa la mia tensione. Ho messo su un album musicale precisamente uno dei Suicidal Tendencies e come succede mentre si dorme comincio a sognare, ma ad occhi aperti. Più che un sogno è il ricordo delle mie innumerevoli giornate passate a bere con i miei amici: “bravi ragazzi”, skin head, metallari, punk, e tossici(io rientro in questa ultima fattispecie)che per trascorrere una giornata in compagnia veniva messa da parte la questione politica, per lo meno fino a che non si era raggiunto un livello alcolico molto alto. Eravamo in tanti e l’effetto gruppo ci dava la forza di spingerci a bere litri e litri, sia di birra che di vino e qualche sorso delle immancabili bottiglie di sambuca e di borghetti. Per il comune rispetto ogni forma di droga era bandita. C’era chi sedeva su di una panchina, chi sul proprio motorino, chi per terra, chi nelle macchine a porte e bagagliaio aperto in modo di diffondere musica fra di noi. Anche sulla musica si cercava di non litigare e di scendere a compromessi: un ora di Metal, un ora di musica OI, un ora di qualche cantautore italiano e un ora di punk. Il primo pomeriggio passava in un lampo e tutte le nostre teste ormai ubriache sia di alcool che di musica ci permettevano di sentirci dei veri e propri padroni della città. Il motto di queste giornate era“OGGI LA LEGGE LA FACCIAMO NOI”ed in effetti eravamo un branco difficilmente contrastabile perché anche se composto da persone di diverse ideologie c’era un filo che ci legava: la voglia di evadere dalla quotidianità e la ricerca della distruzione e della autodistruzione. Alle 18.00, era l’ora di socializzazione, cioè l’andare per le vie della città per comprare qualche pezzo di pizza e bere qualche “super”nelle tre bettole dove“soggiornavano”vecchi ubriaconi che rivedevano in noi la loro giovinezza e noi viceversa ci rivedevamo da vecchi, sempre se non si moriva prima per qualche imprevisto da mettere in conto conducendo una vita come la nostra. Alle 19.00 cominciavamo a camminare per il lungo corso della città per stare in mezzo ad altra persone, per noi insignificanti, e a disturbare qualche ragazza di quelle affascinate dal ragazzo sballato, per noi solo carne da scopare come un fazzoletto usa e getta. I ragazzi cosiddetti “normali”ci guardavano per il nostro aspetto e per il frastuono del nostro vociferare a voce alta perché ormai ubriachi e spogliati di qualsiasi pudore. La gente ci guardava, immagino che si sentiva colpita nel proprio io e inveiva qualche frase di disappunto sperando forse che i propri figli non diventassero come Noi. Arrivate le 20.00 il gruppo si sfaldava e si frazionava in gruppi più piccoli: quelli citati a inizio racconto ed ognuno faceva ciò che voleva della serata e capitava spesso di ritrovarci in feste o in discoteche o in qualche bistrò in tarda notte e di bere l’ultimo bicchiere in comune come cenno di fratellanza e per allungare la notte spesso per arrivare al tramonto. Questo non è un sabato ma un qualsiasi giorno dell’anno “ PERCHE’ NOI DELLA VITA ABBIAMO FATTO UNA VACANZA!!!!!!!!”
Adesso basta di scrivere, lo trovo noioso e difficile mezzo per comunicare una propria realtà, forse è che io non ne sono capace! Sunny!!
Il bar stava per chiudere. Io ed i miei amici non potevamo far altro che ascoltarlo!.. Parlava di Parigi e di belle donne. Ne aveva visto tante,nonostante la sua giovane età.
nato da un mucchio di stronzate, abortito cento volte...ridotto e purefatto mozzato dal collo ai piedi...squartato dal mondo meticolosamente sparpagliato, un abile killer estroso e lussureggiante ali spezzate...ripiegate su se stesse da quel mucchio di cenere in cui nacque l'uomo non è solo una mente...
Io sono Bukowski. e sono anche la donna che lo ha salvato. c'è da esserne felici. il mondo si divide in uomini che vengono salvati e in donne che li salvano. sono sola perchè non esiste un uomo abbastanza donna da salvare il bukowski che è in me.
La prima immagine che riesce a raggiungere nitida il mio cervello sono i suoi lunghi capelli castani che le cadono sul viso e m’impediscono di guardarle gli occhi anche se so che sono ancora chiusi. Lella dorme con la bocca appena dischiusa dalla quale si intravedono le due file di denti bianchissimi, il suo respiro ritma i miei primi movimenti, i miei primi sforzi per sollevarmi sui gomiti e baciarla. Un bacio che ha lo stesso effetto di una boccata d’ossigeno per un sub appena riemerso.
Un giorno forse verrai a sapere di questo sito ed i suoi racconti Ed aprirai un mio universo Forse per quel giorno sarò già sparito e metterai a dormire le domande che vorrai farmi.
Un'altra sigaretta si consumava tra le tue labbra rotte e arrogate dagli anni, mentre la quinta bottiglia scandiva le ore di un pomeriggio qualunque, in un inverno insolitamente caldo per il periodo. Ma la tua mente era lontana dalla tua solita panchina del parco dove abitualmente cercavi un po' di sole; mentre vedevi i bambini giocare e ascoltavi le madri parlare dei loro stupidi discorsi.
La vecchia sveglia trillò riecheggiando nell'appartamento vuoto,Frank si svegliò e pensò:''il più era fatto''. Il freddo della stanza gli ricordò che era dicembre e lui ancora non aveva acceso i termosifoni,cosi,si infilò il pesante maglione,prese coraggio e si alzò,con la testa pesante e la bocca amara si diresse al bagno ripetendosi che non era certo vita quella, accese l'acqua calda e preparò il rasoio.
“Il cuore ti batte lento ciccio..” mi dice Luigi “Cosa??” “Si, senti?? TUM……TUM-TUM…….TUM, è lento si sente benissimo che va piano, dovrebbe essere un rumore tipo: TUM, TUM-TUM, TUM, TUM-TUM, più veloce, più ritmico.. non sei al passo!!” “..ma che cazzo..??”
La noia di libri riletti e scordati Poster di miti ed eroi ormai svaniti E si fanno avanti i problemi di oggi E la nostalgia di vecchi ricordi. Mr Tambourine non suona più neanche una canzone E non potrò seguirlo nel mattino
Giusy....e non dormo Giusy si è persa in un lago di troppe promesse e di sogni. Giusy ed i miei mille bisogni.... che spesso mi hanno portato a decidere scelte azzardate, quando la notte è finita e gli incubi spenti dal sole.........
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