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Milano-Stazione Centrale

Racconti

è domenica, pomeriggio tardo. sto aspettando. alla stazione centrale. milano. odio milano. che bruci milano. che il cielo si illumini di gas e di fiamme alte come i palazzi. i palazzi di milano. si ergono stupidi e pieni della loro cementificata superiorità. mi stappo una birra. mi siedo appoggiando la schiena ai muri della stazione, seduta su un grosso gradino. dentro non ci voglios tare. è pieno zeppo di pubblicità assurde della D&G. le donne hanno delle stupide facce immobili. sembrano delle statue senz'occhi. tanto il treno l'ho perso. mi suona il telefono. bene, mi vengono a prendere. allora starò qui ad aspettare, guardando la gente passare. i profeti della debolezza stanno al loro banchetto giallo e rosso. odio tutti i seguaci di dianetics, odio i loro libri. i loro sorrisi. mongoli, vi siete fottuti il cervello. ve l'hanno strizzato bene, più del vostro portafogli, in nome di una falsa chiesa/scienza.
odio loro ed odio tutte le chiese. tutte le case di dio. tutti i loro demoni con l'aureola. tutte le loro teorie e le loro leggi ferree. che bello lasciarsi frustare la schiena dal vostro dio, eh, piccole nullità? bah. poverini. c'è molta gente in questa piazza grigia e piatta. a sinistra, vicino alle aiuole vedo un bel gruppo di persone che si fanno le canne, che pisciano sui prati e che bevono tavernello. a destra un uomo vende caldarroste ai passanti e palloncini orribili e troppo colorati per un cielo come questo. di fronte a me passano centinaia di persone di ogni ceto sociale, razza e sesso. molti uomini mi guardano. che schifo. li odio. odio il loro sguardo. sperano che io incontri il loro. io spero solo che arrivati a casa se lo trovino in mezzo alle gambe, se l'hanno ancora, il cazzo, e che si divertino in solitudine. pezzenti. chiamate l'166-123-123 voce calda sex xxx teen 69 troie al telefono casalinghe annoiate infermierine mi sento sola vieni con me vienimi sopra mi piace l'asta nera 2 lesbiche troie in calore si leccano lea di leo è in linea 189-569-845-278914-12798-487982-478825-5569-666 chiamate cosce calde. bah. già me li immagino a casa alle 00.30 di fronte a sky tv alla ricerca di qualche ragazza che si tocca da sola e che si mette il telefono in mezzo alle tette. ad un certo punto s'alza un vento forte e dolce. il cielo diviene frizzante. uno stormo di uccelli neri. ingurgito birra con gli occhi sbarrati e continuo a guardare in alto. sento ogni tanto qualche schifoso che passa e mi sussura "sei bella", "ehi, carina", "che cosce". grazie, rovinatemi la poesia, anche stavolta. in cielo un numero enorme di uccelli neri volteggiano, planano, come nubi e si appoggiano sul tetto del lussuoso albergo che sta alla mia destra. poi riprendono il volo, tutti assieme, uno stormo nero. il cielo è nero. milano. stai attenta, milano. la tua ora è giunta. migliaia di chili di merda di uccelli neri potrebbero travolgerti. io guardo, un po' intimorita, ma dentro me spero avvenga davvero ciò. seguo per una buona mezz'ora tutta la loro danza. il loro rito. mi sento una nullità. loro sono così, sono così...così... "ciao, di dove sei? sei straniera? belli quegli uccelli, vero?" o merda! un nero mi si attacca di fianco. non è possibile. non è possibile. andate via tutti, esseri umani, vi odio. lasciatemi sola! non è possibile, perchè l'uomo fa così pena?! "ma...stavo guardando gli uccelli! non lo vedi?! voglio essere lasciata in pace, basta, basta...!!" "dai, andiamo a berci una birra. ti va un birra? sai sono del sudafrica, faccio il giardiniere a saronno. sei carina, sai? che belle gambe, che belle cosce, so che sei simpatica anche se fai così. fumi? ti va una sigaretta? ti va una birra? dai, solo una birra assieme, dai, ragazza"
suona il cellulare. sono venuti a prendermi. grazie tecnologia, per questa volta ti posso ringraziare. mando a fanculo il giardiniere, alzo gli occhi al cielo a spiare gli uccelli un'ultima volta e mi dileguo verso sinistra.
20nov07
20/11 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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