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uno strano risveglio

Racconti

Apro gli occhi, è una cazzo di giornata di questo strano secolo, una delle tante, non esistono più le stagioni, né giorni, né mesi, il tempo si fa i cazzi suoi, un po’ piove, un po’ fa freddo, poi c’è il sole, troppo caldo. Non so come vestirmi, resto nudo, fa freddo, mi alzo, metto su il caffè e giro uno spinello. Bevo il caffè, accendo lo spinello, faccio due grandi tirate, comincio a sudare, ora c’è il sole, fa caldo. Il fumo è buono e mi dà alla testa, il caffè mi scioglie lo stomaco, vado al cesso, mi siedo sulla tavoletta e ne faccio uno da 1 chilo, mi pulisco e tiro lo sciacquone. Stremato dallo sforzo e dal caldo, mi ficco sotto la doccia, l’acqua è gelida, batto la testa e scivolo giù privo di sensi.

Apro gli occhi, sono a terra, ho un forte mal di testa, siamo io, lo spinello e l’acqua che continua a scorrermi sulla testa, non so quanto tempo sia passato ma, mi accorgo di somigliare più ad una spugna che ad un uomo. Mi alzo, chiudo l’acqua, infilo l’accappatoio e cerco qualcosa per il mal di testa. Controllo ovunque ma non trovo nulla. Lo spinello è marcio , somiglia ad un pisello moscio, decido di farne un altro ma non ho più sigarette, la situazione comincia a farsi pesante e, il mal di testa sempre più insistente. Resto immobile alla finestra, la signora di fronte osserva il mio gingillo che fuoriesce dall’accappatoio semiaperto, mentre lei se ne sta là con la mano sulla bocca, lascio andare la cinghia e le faccio un bel sorriso. Accontentata la vecchia, chiudo la finestra, torno dentro e capisco che è arrivato il momento di conoscere i miei vicini, tolgo l’accappatoio, metto jeans, scarpe e maglietta, prendo le chiavi e mi avvio all’appartamento di sotto. Arrivo davanti alla porta, suono il campanello, non arriva nessuno, nel corridoio fa freddo, sento dei rumori, una porta che sbatte, lo sciacquone, un’altra porta che sbatte, ed ecco che finalmente si apre la porta. Sono ancora un po’ stordito dalla botta, ad aprirmi la porta è una ragazza, dice di chiamarsi Maria, faccio ciao con la mano, le faccio un sorriso e lei ricambia, sembra davvero interessata a quello che sto per dirle e allora, le dico che ho un forte mal di testa e le chiedo se per caso ha una sigaretta, mi risponde di no, che non fuma, si inumidisce le labbra e mi dice che però un caffè può farlo, si scosta dalla porta e mi invita ad entrare. Ci penso un attimo e, mentre penso, mi sembra di sentire la sua cosina che continua a dirmi “fottimi, fottimi, fottimi” così, la guardo un attimo mordersi il labbro inferiore e senza accorgermene sono già in cucina seduto sul divano. Lei è la di fronte a me, intenta a preparare il caffè, indossa dei pantajazz attillatissimi, non è bellissima ma, ci sa fare, si volta con un gran sorriso e la testa inclinata sulla spalla ad osservare la sua preda, per essere sicura che stia sempre al suo posto. Comincia a venirmi duro, così appena me la ritrovo davanti con in mano la tazza di caffè, senza pensarci due volte faccio quello che qualsiasi manuale d’amore vi sconsiglierebbe di fare, la guardo fissa negli occhi e le dico “ Senti Marina, ti va di scopare?Sai, ho avuto una brutta giornata, c’era freddo, caldo, la testa, il pisello moscio non si poteva fumare, le sigarette, si insomma troppo complicato da spiegare, capisci?” Mentre parlo sembra ascoltarmi con faccia attenta ma, in realtà nella sua testa mi stava già scopando da quando aveva aperto la porta , poggia la tazza sul tavolo si abbassa verso di me e accarezzandomi il viso dice “ mi chiamo Maria” e comincia a baciarmi, l’ambiente si surriscalda velocemente, lei mi ha già tolto la maglietta e sbottonato i pantaloni, comincio a spogliarla, ha il seno enorme, la bacio dappertutto, parto dalla bocca, le bacio i lobi delle orecchie, passo per il collo, le vengono i brividi, mi immergo nella bontà dei suoi seni, continuo a scendere, le bacio l’interno coscia e riesco già a sentire la sua cosina in ebollizione, preferisco non leccarla potrebbe avere qualche malattia, ma lei lo vuole e anch’io, le chiedo se è in regola, mi dice di stare tranquillo, mentre sono intendo a discutere con la sua cosina, ansimando mi dice che prende anche la pillola e che posso stare davvero tranquillo perché ha fatto sesso solo con suo padre, stranamente la cosa non mi sciocca più di tanto anzi, mi diventa duro come il marmo così, concludo il dialogo sulla freschezza dell’alito con la signora vagina e, comincio a sbatterla sul divano ininterrottamente per lungo tempo, senza alcun sentimentalismo, ogni volta che sta per venire si infila il pollicione in bocca, la cosa mi impressiona, ma continuo ugualmente, non riesco a venire anche se l’eccitazione è enorme, la possiedo in una miriade di modi diversi, sperimento nuove posizioni, lei comincia ad essere stanca così, decido di pensare a qualcosa di eccitante o quantomeno carino ma, mi viene in mente solo la vecchia della finestra di fronte, la cosa strana è che funziona e finalmente alla fine riesco a venire, lei piange e dice di amarmi, non do peso alle sue parole e mi godo il momento.
La lascio li, nuda, con il ditone in bocca, vado in bagno mi siedo sulla tavoletta del cesso e mi addormento.
Apro gli occhi e sono a casa sul letto, tutto è come sempre…Saprebbe spiegarmi cosa significa?
24/11 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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