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Videopoker

Racconti

Doposbronza. Hangover
La condizione che mi accompagna continuamente,tranne quando sono sbronzo ovviamente.
Svogliatezza,incapacità di trovare la forza e di buttarmi a capofitto in qualche impresa,anche le azioni più insensate.
Sbalzi d’umore.
Picchi di energia estremi,energia rivolta alla futilità,alla ricerca di emozioni così difficili da catturare o solamente da vedere,riconoscere.
Start. Tre Q. Un euro e cinquanta. Tento il raddoppio. Scarico due euro.
Ne aggiungo uno e prendo un bicchiere di chivas.

Brivido,suspance,gioia e dolore,sorrisi e bestemmie.
Il gioco d’azzardo,ottimo surrogato della vita reale.
Videopoker,dadi,carte e tutto il resto.
La vita scorre,chissà dove.
Start. Tengo due K. Start. Tre K. Un euro. Raddoppio. Fallisco.
Torno al bancone,una birra media per favore.
La barista parla io sono ubriaco e partecipo alla conversazione;da sobrio sarei andato via infastidito e riluttante,carico di sfiducia e sospetto di cui sono ricoperte le persone ai miei occhi di solito.
Mi parla dei suoi guai d’amore,risalenti a ben due anni prima.
Non è il barista che di solito ascolta i lamenti?
Butto lì qualche parola di conforto che penso suoni bene,anche se nella mia testa suonano false,non ipocrite ma più che altro “belle e giuste”,le parole che andavano dette.Nel posto giusto al momento giusto.
Io cosa ne so? Io non mi ci voglio buttare in storie lunghe e distruttive,nervi a pezzi e lacrime e sbronze tristi e ricadere continuamente nei propri errori,non imparare proprio niente dalla propria storia e ingannarsi del contrario che la realtà invece ci mostra.
Freddo o insensibile,chissà.
O magari a modo mio coerente e per niente stronzo.
Non che io rifugga l’amore,ma bisogna intendersi sul significato delle parole.
Incontri una persona,c’è feeling. Benissimo,perfetto; quelle cose per cui la vita sembra avere senso.
Conosci meglio questa persona e ci stai bene,le cose vanno avanti per un po’.
Chiacchere e sesso e sbronze e telefonate e chilometri macinati con gioia per vedersi.
Se le cose poi si smorzano,scemano,perdono senso è ora di smettere.
Amici come prima,un bacio sulla guancia.
Non è forse onesto?
O forse è la paura di andare avanti,della serietà,del mettersi in gioco completamente?
Non so,chissà.
Ma quanti ne ho visti intorno cadere,rialzarsi e ricadere ancora?
Quante lacrime nella pioggia e parole di conforto e “avete ragione voi” e il giorno dopo di nuovo tutto come prima?
No grazie,almeno per il momento.
Amore non si può rovinare con queste cose.
Se deve durare un lampo, che duri un lampo. Una fioca luce morente che senso può avere,fa più bene o più male?
Start. Una J. Start. Solo due J. Bene,non paga più nemmeno questa macchinetta di merda.
Guardo nel portafoglio: ho tre euro.
Giusti giusti per l’ultima birra.
Del mondo esterno voglio riuscire a prendere solo ciò che può farmi star bene,darmi delle scosse di gioia,per guardare il sole negli occhi senza accecarmi.
Tutto il male lo trovo già dentro di me.
26/12 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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