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Le avventure erotiche del piccolo Piero

Racconti

Sono le ore 2.00 del giorno 27-12 2007 e mi sono tirato su un paio di Joint e me li sono appena fumati in solitudine e sono preso benissimo. Fattissimo. Nonostante la mia vita stia andando abbastanza a rotoli. Ma io devo scrivere altrimenti i demoni mi accalappieranno il cervello sino a condurmi nella loro valle di fuoco e merda. Non posso stare sdraiato sul letto se no è la fine,devo muovere le dita su sta cazzo di tastiera finchè i demoni non decideranno di lasciarmi in pace e si dilegueranno nei loro arcani e sconosciuti rifugi.
una pozzanghera estiva che viene asciugata dal sole. Se ammazzano il mio cocchiere e prendono le redini della carrozza è la fine!
“Va cocchiere ti prego frusta i tuoi cavalli come non hai mai fatto prima e fuggiamo via. Lontano Senza meta .finche i demoni non si stancheranno.”
Jhonn il cocchiere mi risponde che sta facendo del suo meglio. Dice che questa carrozza non ha mai preso tanta velocità.
“bene jhon, bene.continua così”

Inizierò a scrivere della mia infanzia. Delle mie prime avventure erotiche. Perché no? Poi si vedrà cosa mi verrà in mente.
Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Avevo 7 anni o 6 ed era una giornata d’inverno,tipo vacanze natalizie. In quei giorni eravamo soliti andare a casa degli amici dei miei per fargli auguri di buon anno o palle simili e quel giorno andammo da Alberto e Rosaria.
Alberto e rosaria avevano una figlia che aveva press’a poco la mia età ed era una bambina abbastanza carina ,ma niente di che. Diciamo solo che non ci avevo mai fatto pensieri sporchi su di lei perché la vedevo come una specie di sorellina,una compagna di giochi. E infatti lo fu anche quel pomeriggio una compagna di giochi,solo che non furono i soliti Giochi.
Eravamo seduti sul divano di sopra a guardare la TV,una cassetta di qualche cartone della disney che era uscito in quegli anni,tipo phocaontas o il re leone,insomma quelle stronzate lì. E dopo diversi minuti di silenzio Vanessa me lo chiese.
“Piero?”
“si,cosa c’è?”
“ma tu c’è l’hai il pisellino?”
Quella domanda non mi prese molto in contropiede come si potrebbe pensare ed anche se non avevamo mai affrontato quel genere di discorso risposi quasi con tranquillità.
“certo che c’è l’ho perché??”
“Perché non ne ho mai visto uno…so che anche papà c’è l’ha,ma quando va sotto la doccia si chiude sempre a chiave,come se non volesse farmelo vedere.”
“ho…”
Ci fu silenzio per un paio di minuti in cui fui preso dalla trama del Film,poi Vanessa attraversò il famoso mare che c’è tra IL DIRE e il FARE.
“Piero?”
“…si?”
“mi fai vedere il tuo pisellino?”
Stavolta accusai il colpo. Vanessa mi stava chiedendo una cosa veramente strana. Mi sentii un po’ in imbarazzo e provai anche un’altra sensazione particolare,come se un brivido caldo m’inondasse il corpo. Era eccitazione. Il pistolino prese a gonfiarsi e indurirsi un po’,e questo non era proprio da me,visto che mi succedeva solo la mattina appena alzato,oppure quando restavo sveglio sino a notte tardi a guardare la tele. Su Alcuni canali c’erano donne dalle tette più grosse e rotonde di quelle di Mamma che si levavano i vestiti e le mutande.
Risposi di no,anche se dentro di me c’era qualcos’altro che voleva farmi dire di si.
“…uff perché no? sto film è una noia ed io non ne ho mai visto uno”
“…cavoli,Vanessa,non puoi chiedermi una cosa del genere,solo mia mamma può vedermelo,degli altri mi vergogno. Una volta l’ha visto mio fratello e mi ha preso in giro per giorni. Non posso farlo.” Le dissi.
“Ti prego”m’implorò.
“Non se ne parla. Cosa faresti tu se ti chiedessi di farmi vedere la tua…ehm…diciamo…”
“Farfallina…”interruppe lei.
“esatto si la Farfallina”
“te la farei vedere”
L’onda di eccitazione s’impadronì di me al punto tale da fami venire una sorta di tremolio.
“…davvero?”chiesi timidamente.
“certo, andiamo in bagno però”
“a fare che in bagno? non mi scappa”
“ma stupido…ti faccio vedere la farfallina”
“no…ti prego… ma sei sicura?”risposi tremante.
Sentivo che c’era qualcosa di sbagliato in tutto ciò,era Peccato mortale! e poi mi sarei vergognato all’infinito.
Ma Il problema era che dentro di me c’era qualcosa che mi spingeva ad andare in quel dannato bagno,infatti i miei tentativi di resistenza furono vani. Mi afferrò con entrambe le mani per un braccio e mi trainò quasi contro il mio volere nel bagno. Chiuse la porta a chiave.
Ricordo che in quel momento tremavo e il cuore mi batteva all’impazzata. Si mise di fronte a me e io girai la testa verso la finestra per non guardarla. Sentii il rumore dei pantaloni che le scivolavano dalle cosce alle caviglie.
“allora ti giri?”
“no tirati su quei pantaloni.”
“no se prima non ti giri.”
“Prenderai freddo e ti verrà la bronco polmonite. Un mio compagno di classe c’è l’ha avuta e stava per morire lo sai?”
Sapevo che se avrei visto quella cosa Lucifero sarebbe apparso all’improvviso e mi avrebbe portato all’inferno.
“Non ci credo dici così solo per spaventarmi”
“va bene ma non voglio guardare,anzi adesso mi girò pure dall’altra parte e non mi rigirerò finche non sentirò il rumore dei pantaloni che si tirano su”
Mi voltai dall’altra parte e l’enorme specchio davanti a me rifletteva quella cosa. Cioè ma quale cosa? Non c’era niente! Com’era possibile? niente pisellino! Niente di niente,sembrava come se gliel’avessero tagliato via. Insomma se la chiamano farfallina dovrà pure somigliarci in qualche modo ad una farfalla,e invece non c’entrava neanche lontanamente.
Spalancai la bocca e gli occhi mi si incollarono la sotto. Ero come imbambolato. Molle. Vanessa scoppiò a ridere.
“hahhaa… che stupido che sei”
“…o….dio mio ma ch’è t’è successo perché non c’è niente???”dissi sconvolto.
Sapevo che quando i bambini nascevano,gli si tagliava una specie di cordone che spuntava dal ventre. Forse con Vanessa avevano sbagliato e avevano tagliato anche il pisellino. O forse,peggio ancora, lo facevano con tutte le femmine. O dio!!! Meno male che sono nato maschietto!!
“Non mi è successo niente,sono nata così,tutte le femmine sono fatte così,anche la mamma è come me ,solo che la sua è nera nera e molto pelosa.
Dai su tocca!”
Mi afferrò la mano e se la mise tra le gambe. Continuai a stare girato verso lo specchio e il pisellino divenne pisellone. Qualsiasi cosa fosse quella roba mi faceva stare molto bene solo toccandola.
“dai girati”mi disse.
Mi girai senza farmelo ripetere due volte e con le mie ditine esplorai la situazione. Stavo proprio bene e sentivo che c’era da fare qualcosa. Ma cosa??
“dai ora tocca a te.” disse.
“No ti prego no”
“si invece.” Afferrò i miei pantaloni della tuta e me li tirò giù fino alle caviglie insieme alle mutande.
Il pisellone saltò fuori lungo e duro come mi aspettavo. Non era mai stato così duro,faceva quasi male.
“o dio,e questo…puà hahahahahahaha” e scoppiò in una lunga risata.
“ecco lo sapevo adesso mi prenderai in giro,ma si può sapere che cavolo c’è da ridere!!!”
Riprendendo fiato mi rispose:”…ma no è solo che…cioè è strano!”
Allungò un una mano e non riuscì a toccarmelo solo grazie ad una mia repentina mossa di bacino all’indietro.
“dai fammelo toccare!”disse.
“no…ma sei pazza?!”
“come no! Tu sei qui da un’ora sulla mia farfallina! Ora è giusto che anche io tocchi il tuo uccellino”
Aveva ragione. Da quando avevo messo mano su quella cosa non ero ancora riuscito a staccarmene,neanche quando lei era scoppiata a ridere. Intanto toccando tocando, compresi che i miei sospetti erano veri,le avevano tagliato il pisellino,perché la sotto c’era proprio un bel taglio,altro che farfalla!
Insomma fatto sta che glielo dovevo.
“va bene ma fa piano.”le dissi io.
Le sue manine mi avvolsero il malloppo.
“o Dio,ma com’è duro…ma…ma…come fai ad andare sempre in giro con sto coso duro. Non ti dà fastidio?”
“…non è sempre così,anzi quasi mai; è così solo la mattina perché e pieno di pipì. Di solito è molto più piccolo”
“e perché è così adesso allora?”
“…io…non lo so.”
Non disse nulla e continuò a studiare il mio coso carezzandolo dolcemente e tastandolo di tanto in tanto.
Era strano,ma quel suo modo di toccarmi mi faceva stare bene ancora di più di toccarle la sua cosa. Col passare dei secondi però divenne così duro da farmi male. Sembrava come se il pene mi si volesse staccare dal basso ventre. Incominciai seriamente a pensare che sarebbe potuto esplodere da un momento all’altro.
O gesù pensai,se qua’sta roba scoppia imbratterò di sangue tutto il bagno. E poi come faccio a stare senza pisellino….deve far male…cosa gli dico a mia mamma?!! E i genitori di Vanessa….cosa penseranno di me??
Mille pensieri mi affollarono la mente;ma nonostante le paure non volevo assolutamente che lei smettesse di toccarmelo. Era come provare una bella paura.
Mi venne in mente il pisello di Papà. Lui si che c’è l’aveva enorme. Chissà se esplodeva il suo di pisello cosa avrebbe combinato. La casa sarebbe saltata in aria!!
L’avevo visto solo due volte. La prima fu solo di sfuggita e ricordo che non appena lo vidi ne rimasi sconvolto e corsi subito da mio fratello a chiedergli perché Papà avesse 7 piselli. Mi rispose semplicemente che in realtà era uno solo,ma era molto grosso:quanto il mio e il suo messi insieme quando diventano duri.
La seconda volta lo vidi meglio e constatai che mio fratello non mi aveva mentito. Era un pisello solo ,ma gigante…grosso…nero…scuro…un po’ rosa sulla punta. Ti dava il voltastomaco solo a vederlo. Di sicuro a mamma non glielo faceva mai vedere,altrimenti lei lo avrebbe lasciato sicuramente. Come ti può piacere uno con quel coso rivoltante in mezzo alle gambe. Era impossibile. Lei così bella e candida e lui con…
Per questi motivi decisi di non dire nulla a mamma. Non volevo che i miei divorziassero. Nonna diceva sempre che i bambini coi genitori separati da grandi diventano dei delinquenti e vanno all’inferno.
Poi arrivò il momento in cui lei smise di accarezzarmelo. Rimasi dispiaciuto da una parte e contento dall’altra. Io,però non le staccai la mano dal taglio;non volevo proprio saperne. Fortuna che a lei non dava fastidio,anzi pareva come se le piacesse quanto me. Capitò anche che mi guidò meglio le dita dentro al taglio.
“fai così”disse prendendomi la mano. “è bello quando mi tocchi in questo modo”
Provai a tastarla come mi aveva mostrato lei per qualche minuto,poi ricominciò a farmi domande strane.
“secondo te di cosa sà il tuo coso?”chiese.
“oddio…non lo so…non ci ho mai pensato. Forse di fragola”
“già si anche secondo me sa di fragola. Il colore è simile,soprattutto sulla punta. Sembra proprio una specie di fragola.”
“può essere,a me fa schifo assaggiarmelo,non mi è mai passato per la testa,e poi non ci riuscirei. È impossibile,dovrei spezzarmi la schiena”risposi.
I suoi grandi occhi castani guardarono nei miei.
“io però riuscirei ad assaggiarlo”
Non volevo dirlo ma lo dissi. Mi uscì di bocca senza che potessi nemmeno rendermene conto:”fallo.”
“ok”
Si inginocchiò e lo annusò.
“di sicuro non odora di fragola”disse da la sotto.
“e di cosa odora?”
“di pesce,forse è meglio che non lo assaggio”
Ormai non poteva non farlo,cavolo! Non si fa così,pensai,leccalo ti prego!!!
La mano destra mi si mosse da sola e andò ad appoggiarsi dietro la nuca di Vanessa. Dolcemente spinsi la sua testa verso il mio coso che sentivo volesse essere succhiato. Oppose una lieve resistenza,poi aprì la bocca e lo avvolse con le labbra. Sentii la sua lingua passarmi sopra la cappella e fu la sensazione più bella e spettacolare della mia breve vita. Meglio del calcio,dei videogame,dei cartoni,del cibo,di tutto!
Non me ne fotteva un cazzo di sapere che gusto aveva il mio fragolone,l’importante era che lei non smettesse di leccare.
“TOC TOC TOC”.Bussarono alla porta del bagno.
“Piero!! Sei qui,dai che dobbiamo andare! vieni giù a salutare l’Alberto e la Rosaria!”
Vanessa staccò le labbra bruscamente e si tirò su i pantaloni in fretta e furia.
“….mmm…sii…mamma arrivo subitOO. Sto venendo!”
“ma che cos’hai? stai male? Hai la cagarella per caso?”
“no…no… sto bene sto bene mamy,vai giù che ora arrivo.”
“sicuro?”
“siiii”
Finalmente sentii i passi di mia madre che andavano verso la scala.
Mi ricomposi frettolosamente e uscimmo entrambi dal bagno senza dire una parola. Ebbi uno strano senso di colpa e tra mutande il pisellone tornò pisellino. Sgattaiolai giù dai nostri genitori un po’ sconvolto. Tanto che mia mamma mi chiese di nuovo se stessi bene.

Ok ora posso smettere di battere le dita sui tasti,Jhon il cocchiere dice che i demoni si sono dileguati e che possiamo rallentare. Meno male. Il peggio è passato. Ora è meglio che vada,stavolta vi ho raccontato la mia prima avventura erotica. Magari se i demoni riprenderanno ad inseguirmi ve ne racconterò delle altre.
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