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una incredibile verità!

Racconti

Era il gennaio del 2007 quando il mio amico Massimo si recava a Portici di Napoli per fare un corso di nautica per navi da crociera.
Massimo era un tossicodipendente ancora in servizio, contrariamente a me che sono andato in "pensione" circa tre anni fà con 80ml di metadone al dì.
Io e Massimo eravamo come due "checche", nel senso che eravamo sempre insieme tutti i giorni, mattino, pomeriggio e sera.


Lui aveva svolto nell'ultimo anno alcuni lavori stagionali come cameriere e addetto all'accoglienza in albergo.
Questi lavori gli avevano fatto maturare un assegno mensile per un anno per disoccupazione, avendo raggiunto le necessarie giornate annue di lavoro.
L'assegno era di circa 500 euro al mese che sommato al lavoro di cameriere che svolgeva il fine settimana gli faceva entrare in tasca più di 1000euro al mese.
Lui di carattere era molto agitato e sognatore ed aveva come mito "Corto Maltese" di Hugo Pratt, che lo spinse, come ho già detto, a frequentare questo corso di nautica.
Prima di partire io gli fornii del metadone in modo di disintossicarsi dall'eroina senza doversi fare la “rota” a secco.
Arrivato a Napoli si recò all' ostello nel quale aveva preso contatto via internet, ed il caso voleva che suddetto ostello possedeva un computer collegato in rete con il quale tutte le sere chattavamo insieme tramite MSN messenger.
Lui mi diceva di trovarsi bene e che l’ostello era meraviglioso e provvisto anche di un disco bar.
Le sere passavano e noi chattavamo regolarmente tutte le sere sino il 1°febbraio, giorno del mio compleanno, nel quale mi fece gli auguri e mi disse che sarebbe uscito a bere qualcosa in qualche bar di Portici.
Il 2, il 3, il 4, ecc..non ebbi più sue notizie, ne io e ne la madre, alla quale telefonava quotidianamente.
Verso il 10 di febbraio la madre mi telefonò e mi disse se sapevo qualcosa di Massimo perché lei mi spiegò che non aveva più notizie.
Io nella telefonata mi misi a piangere come se avessi la certezza che fosse successo qualcosa di grave.
Diciamo un sesto senso o un fatto di telepatia.
La madre arrivati a marzo cominciò ad allarmarsi e decise di rivolgersi alla trasmissione di “chi l’ha visto” di rai tre.
Loro, quelli della trasmissione, andarono a casa della madre per fare un servizio e per lanciare un appello sulla scomparsa del figlio.
Io dentro di me ho sempre saputo che non lo avrei più rivisto.
Piangevo costantemente.
Piango tuttora.
Questa notizia di scomparsa in breve tempo si sparse in tutta la mia città, Senigallia, tanto che anche il giornale locale scriveva quasi quotidianamente un trafiletto su questa notizia.
Massimo prima di partire mi aveva regalato un libro dal titolo,“Libro Tibetano dei Morti”, bardo todol, il quale l’ho letto più volte a sprazzi.
Più che un caso una conferma ai miei pensieri buii.
Passano interi mesi ma di lui niente al di fuori di poche notizie:
che la sera del 1° febbraio lui era uscito dall’ostello e si era ubriacato e che al ritorno attaccò verbalmente il responsabile dell’ostello, il quale vedendolo in stato di ubriachezza chiamo i Carabinieri i quali Lo portarono a passare la nottata nella cella della caserma e che all’indomani Lo avrebbero rilasciato anche se lui era sprovvisto di documenti, persi sicuramente nella sua nottata di follia.
Così la madre e il fratello di Massimo, dopo lunghe attese, decisero di recarsi a Napoli per parlare con le forze dell’ordine ed ad un magistrato che seguiva il caso entrambi spinti dalle continue pressioni da parte della madre ai carabinieri e alla polizia di Senigallia.
Anche da questo colloquio non emerse nulla all’infuori che entrambi gli promisero di non sospendere le indagini.
A fine dicembre 2007, anche se la madre non aveva perso le speranze e regolarmente metteva in ordine o spostava qualche oggetto nella camera di Massimo come se dovesse ritornare da un momento all’altro, si arriva all’incredibile verità: Massimo era morto il 2 febbraio 2007 per overdose e il suo corpo locava nell’obitorio di Napoli in stato di “gelo”.
La madre e il fratello di Massimo corsero a Portici per riconoscere la salma che dalla descrizione, soprattutto per via dei tanti tatuaggi sul suo corpo, sembrava essere quella di Massimo.
Ed era Massimo.
Io sto piangendo anche se so che lui non avrebbe voluto che io mi comportassi in questo modo, da femminuccia, questo perché lui la vita l’ha sempre presa di petto senza mai tirarsi indietro a niente e senza mai lasciare scendere una lacrima sul suo viso, neanche nei momenti più brutti.
Ai funerali si presentarono pochi amici, solo quelli veri, ma questo è un bene perché se si fosse presentato un solo tossico del sert lo avrei preso a calci.
Questa non è un racconto ma una realtà!!!!.
Di Massimo mi rimani i libro ed una sua foto ricordo datami dalla madre, con un pensierino scritto su di una agenda da Massimo:
CHE TU SIA DI NUOVO
SORRIDENTE E FELICE
COME UNA NUVOLA
CHE SOSPINTA DAL VENTO
CERCA DI BACIARE IL SOLE
PRIMA CHE ARROSSISCA
LASCIANDO IL POSTO
ALLA LUNA

Massimo. n.04/05/1975
m.02/02/2007.
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