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.there never will have been flowers.

Poesie

Una conclusione avanza invisibile come una malattia

la bara passeggera mi culla attraverso le strade di nebbia delle tue disattenzioni
mentre sullo schermo lcd passano
un nostro vecchio porno dove scopavamo come svergognati cometa che sfrecciano troppo vicino al sole seguito da
un video amatoriale sulla cerimonia lentamente pianificata dove le tue urla si sposano con le mie lacrime x finire con
un documentale molto istruttivo su come imparare ad essere morti


la mia mente si decompone alla deriva lottando contro gradi di resistenza pi¨ o meno densa del tuo sperma

divento microscopica a me stessa quando non mi guardi
i disegni geometrici delle tue labbra quando mi baci percepiscono lo spazio del mio corpo con una rassicurante familiaritÓ che predica suicidio

il sesso Ŕ una menzogna. un saluto infinito. un ordine ubbidito
un respiro inserito a forza nella pelle
uno squarcio in espansione una volta a settimana
un universo in contrazione composto della stessa urgenza di succhiare e sputare kilometri di pelle tiepida in nastri di parole che sono al massimo un effetto collaterale della mia stessa respirazione

le emozioni crollano nello stesso istante in cui sono concepite e ti cadono addosso come dolciastra pioggia di cera semisciolta

ho una fine del mondo ma non un metodo preciso per arrivarci che corrisponda a questo lentissimo strisciare via da questo trasudante e gonfio pianeta che Ŕ il tuo cazzo.
scusa.. amore

parlare Ŕ mentire con una musica bellissima
scrivere Ŕ strappare luce ambrata dal tuo collo e dall’inguine con le mie labbra

i denti cariati delle stelle infliggono vergognose spirali di desiderio nelle tue pupille.
le mie riflettono una vita di contenzione che durerÓ fino a quando chiuderai per sempre i tuoi occhi tirannici e io.forse.mi risveglier˛

la tua fame incontenibile distrugge profonditÓ di campo
la nitidezza diminuisce gradualmente
o semplicemente io non sono il soggetto principale

qualcuno sta per essere sconfitto ora
probabilmente sono sempre io..

mentre questo imprudente cielo blu mi attraversa il corpo sento
l’attraente incapacitÓ di credere o non credere
l’invitante carezza di una malattia estinta

fino a che una astratta teoria potrÓ sollevare la mia sofferenza
guider˛ la mia bianca bara all’appuntamento attraverso l’immensa fiancata di questo nuovo universo asessuale in lotta su un mare coagulato di lividi che guariscono lentamente da una quietudine senza senso

i coltelli sono in cucina
il primo a sapere sarÓ l’ultimo a sapere nello specchio rovesciato di queste parole
08/04 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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