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la sindrome bipolare

Pensieri

Sono una a cui si parla di notte, che si tiene nascosta, alla quale si dice ciò che difficilmente si direbbe.
Sono una che non si capisce, che è o bianco o nero, che è intelligente o stupida, che prende o che da.
Sono una che si può lasciare, che si può dimenticare.
Una alla quale si può tornare, sempre.

Una che è erotica o claustrale.
Una che grida o sta in silenzio.
Sono l’acqua che si può spostare, far muovere come si vuole, plasmare quasi.

Avvolte.
Per gli altri.

Sono rancorosa. Sono romantica. Sono affettuosa. Sono ottusa, avvolte. Sono caparbia.
M’illudo. Piango. Rido. Sento.
Voglio. Mi isolo. Taccio. Grido. Mormoro a bassa voce. Mi guardo allo specchio. Mi lascio andare. Mi curo all’inverosimile.

Avvolte.
Per me.



Ma nel punto di fusione di queste due realtà, tutto diventa sfocato, complicato, sofferto.

Ho vissuto nelle due realtà. Una volta nell’una, una volta nell’altra.
Bianco brillante.
Nero assoluto.

Il grigio non riesco a sopportarlo, mi fa star male alla fine. Sempre. Eppure torno ogni volta,
il nero si fa meno denso, lascio trasparire, lascio entrare. Piano il nero diventa grigio. Ma non si ferma. Diviene sempre più chiaro, porto dentro me tutto quello che riesco a prendere, ma alla fine, c’è troppa luce, divengo cieca, non ho confini da passare, né barriere da innalzare. Tutto brilla, tutto è di un bianco brillante. Ma piano comincio a sbattere, travalico. Il bianco si sporca e diviene grigio. Io mi rattristo, perché troppo innamorata del bianco, allora dico : Nero. E nero è, un’altra volta.
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