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la ragazza con la valigia

Pensieri

E fu così che la sua mente si discolegò con l'iniziale enfatuazione che aveva prima di incontrare il ragazzo mistico. Non capì più niente. L'assoluto niente. Ad ogni modo, entrò come ogni sabato, nel solito bar e lo vide. Lui riuscì a coglierlà di sorpresa con un dono inconsueto. "Ciao, ho un regalo per te" disse il ragazzo mistico. Il suo compito era di donare qualcosa a qualcuno che avesse una sorta di importanza. Tirò fuori dal suo capotto di lana uno strano oggetto fatto di das e lo regalò alla ragazza con la valigia. In quel preciso istante sentì un brivido mescolato ad un senso di piacere, un intenso desiderio di poter sprigionare le sue emozioni più interne. Voleva poter spiegargli quello che stava provando in quel momento ma le parole non le uscivano dalla bocca. Era inspiegabile. Per tutta la sera, lei non riuscì a comunicare come faceva di solito con nessuno. Anche il bar diventò un luogo in cui lei non desiderava più stare. Le persone le sembravano inutili. Le parole erano diventate sprecate.
Aveva solo il desiderio di tornare a casa e scrivere. Scrivere finchè gli occhi non le avrebbero fatto male. In tutto questo. il suo deiderio, o forse dono più grande, era quello di poter far leggere al ragazzo mistico i suoi racconti ma ne era completamente impaurita. Che cosa avrebbe pensato lui? Forse avrebbe interpretato la sua scrittura in una chiave amorosa. Non era assolutamente quello che lei voleva far percepire. Era molto di più. Lei aveva solamente conosciuto una persona totalmente fuori dal comune. Un elemento diverso da ciò che la società creava e questo la faceva avvicinare a lui come se fosse un'immagine riflessa. Era come se la ragazza con la valigia si specchiasse su una pozzanghera. L'immagine non è completamente nitida, anzi, è un po distorta ma la persona riflessa rimani sempre tu.
Si mise a pensare oltre al significato visivo del suo dono. Lo portò con se ovunque andasse e inconsapevolmente la ragazza con la valigia notò di tenerlo sempre sul palmo della mano. Le dava energia. Sprigionava molti aspetti diversi che hanno ha che fare con i 5 sensi. Al tatto era piacevole e strofinando il materiale era come se si imaginasse il ragazzo mistico modellare la rotondità dell'oggetto. Per quanto riguardava l'olfatto e il gusto era strano cogliere un profumo associato a dei dolci. Era come se fosse un biscotto fatto di burro. Ma forse era solo la sua immaginazione. Non percepiva il desiderio di addentare questa figura ma appena avvicinava il naso e con le narici assaporava il profumo il suo corpo fisico la abbandovana e lei si proiettava in un'altra dimensione. Si ritrovava magicamente in una pasticceria ad annusare tutte quelle composizioni di dolci che creavano un emozione quasi orgasmica
Si sedettero l'uno vicino all'altro e lei lo guardò bene negli occhi. Li vide l'infinito. Come si fa a tenere nascoste certe emozioni? Credo che come interlocutore non ho più niente da aggiungere aparte un po di silenzio.
29/04 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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