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odio le frittate

Racconti

-ti ti ti ti...-
che tu sia maledetta, sferro il primo calcio dritto su di lei, sono le 8.00 a.m. la mia bocca è ancora impastata e la mia testa continua girare. Le solite mattinate post sbronza.
-ti ti ti ti...-
porca puttana ho capito smettila, sveglia maledetta.

"a ecco" ieri ho dato un appuntamento alle 9.00a.m alla ragazza dai capelli neri e lunghi.I suoi fianchi i suoi bei fianchi le così dette
maniglie dell'amore, si potevano afferrare, si potevano gestire. mi colpì.
Penso:
partita con i migliori auspici

invece,la sera, prima di uscire da quel tugurio di casa che puzzava ancora di fritto della mattina-
fritto del turco che viveva con me, che ogni santo giorno che dio metteva interra impuzzoliva con le sue frittate del cazzo.-

mi ha fatto odiare le frittate.
la sera iniziò con un semplice amaro solitario al mio bar sotto casa gestito da due brave lesbiche e frequentato da ex polizziotti, pensionati,
alcolizzati incalliti, trentenni insoddisfatti e ventenni già delusi dalla vita...be diciamo da quella metà di società moderna che si
perde nei bicchieri e nelle droghe.
Presi il mio solito amaro lucano, io adoro l'amaro lucano.
l'appuntamento con questi amici era per le 10.00 p.m io arrivai con qualche minuto di anticipo.
loro invece come al solito mi fecero aspettare un ricco quarto d'ora.cazzo.
Finalmente arrivarono, tra di loro intravidi una figura femminile a me nn conosciuta
appena la vidi pensai...cazzo che fianchi, mi ci potrei aggrappare.
andammo in un pub. quei pub stile irlandese ma che di irlandese avevano solo il nome.
Iniziammo a bere, io mi presi una bella doppio malto...nn avrei dovuto pagare,offriva il mio amico era il suo compleanno.
La guardavo. cercavo di capirla, aveva un trucco nero dark, capelli neri pantaloni neri. un bel sorriso. sorseggiava il suo bel
cocktail. Prima uno poi ancora un'altro
io invece continuavo con le mie birre doppio malto.io adoro le birre doppio malto.
Lei ogni tanto mi buttava qualche occhiata, di quelle che sembrano dirti"ora vengo li e te lo succhio"
mi avrebbe fatto contento.

finalmente un po di movimento... due dei 5 amici vanno via, troppo stanchi -lavorano alla Fiat, stanno nella catena ad alienarsi,
producono macchine. Peccato che gli operai non guadagnano abbastanza per comprarsi le macchine che producono-
Ci alzammo per le solite foto, era pur sempre un compleanno.
Intanto le birre e i cocktail continuavano a passare.
Lei con il suo sedere sfiorò il mio uccello. io gli toccai i fianchi, lei mi prese per la mano e me la strinse..."be ora sono sicuro
oggi si scopa" pensai
"vuoi fumare" la guardai dritta negli occhi neri
le già con l'accendino pronto mi rispose di si.

Accesi la mia sigaretta in cartina , anche lei fumava tabacco, mi chiese un filtro.
si rullò la sigaretta. cacciò la lingua e guardandomi dritto negli occhi leccò la colla della cartina.
Sentii un brividi attraversarmi la schiena.
Mi presentai visto che ancora nessuno ci aveva presentato, lei mi disse di chiamarsi Valentina o tina una cosa del genere,
non ho mai prestato attenzione ai nomi.
Si avvicinò verso la mia bocca, io continuai a guardarla nei i suoi occhi neri con il mascara nero.
Mi morse un labbro io ricambiai infilando la mia lingua tra le sue labbra

mi disse nell'orecchio
io senza neanche farmelo ripetere due volte la presi per la mano e la trascinai verso il
retro del pub

era buoi.

mi appoggiai al muro e la trascinai per i fianchi verso il mio uccello che ormai era durissimo.
Iniziammo a baciarci, era una bravissima baciatrice le sue labbra carnose mi risucchiavano la lingua

Gli infilai la mano nel pantalone, lei se lo slaccio e subito arrivai a toccargli la figa.
Era bagnatissima.
io inizai a masturbarla e lei inziao a baciarmi il collo poi mi tolse la mano mi slaccio i pantaloni e si chinò.

Dopo una mezz'ora o forse più tonammo nel pub.
i nostri amici erano ormai ubriachi ci stava frank che continuava a baciare le tette dell'amica della sua ex ragazza
rideva.
rideva in maniera sguaiata. il suo abito elegante lo faceva sembrare qualcuno di importante.

Continuammo a bere.
Ad un tratto Frank disse: noi con i nostri bicchieri ci alzammo e ci avviamo verso la macchina
io e Tina(o Valentina)ci mettemmo vicini.
A fianco a me ci stava una altra amica ormai ubriaca, dormiva di testa nel finestrino. aveva bevuto troppo. senza neanche sfogare. ripeteva sempre la stessa cosa.
Ci avviamo. La macchina di Frank puzzava. Mamma quanto puzzava.

Io infilai la mia mano tra le sue gambe lei le spalancò.
gli sbottonai i pantaloni, nessuno si accorse di nulla.
la mia mano si trovo in un attimo nelle sue mutandine, la infilai fin sotto.
prima di arrivare a casa gli chiesi.< be ti fermi a casa>io ero sicuro della risposta, ma invece, lei(la stronza) mi rispose in maniera naturale
.
Io mi incazzai dentro. CAZZo non si scopa.
Mi diede appuntamento per il giorno dopo alle 9.00 am.
io gli risposi semplicemente con un " ti aspetto"

Arrivai a casa, una palazzo vecchio senza ascensore. "cazzo devo fare 4 piani"
iniziai a contare i gradini 1-2-10-15-30-50- 100. Quando torno a casa ubriaco preferisco contare i gradini, così mi tengo concentrato e non cado all'indietro. Finalmente arrivai a casa. mi fermai all'incirca 3 volte.
Aprii la porta, mi ritrovai davanti il turco. Mangiava la sua fottuta frittata. io odio le frittate.
lo salutai e me ne andai verso la mia stanza.
Presi la bottiglia di Jeamson e mi feci 4 o 5 cicchetti.regolai la sveglia per le 8.00a.m e con la bocca
impastata e con la testa che mi girava. Mi misi a dormire.
06/06 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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