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O la busta o la vita

Racconti

G.
Crede di passarla liscia quel coglione incravattato.
Crede che 20 anni di servizio nella più potente, politicizzata e sfruttante società di security della città, siano una scusa solo per riempire un fottuto curriculum.
Crede che lavorare da ben 15 anni in un centro commerciale come questo sia un gioco. Monitorare con lo sguardo centinaia di persone alla volta; affrontare tossici in astinenza e attempate casalinghe "mangia cervelli"; marocchini rivenditori di tutto e niente; anziani cleptomani di yogurt; crede che sia paragonabile a una domenica di pesca sul lago.
O forse, pensa che la sua cravatta amaranto da "chissàquantieuri" possa farlo passare inosservato. Di diritto nella sezione "gente per bene" e di conseguenza "mica ladra".
Ma guardalo il figlio di papà, tutto camicie inamidate e Bmw nuova ogni mese. E il papi lì a dare paghette per il weekend a Miami, la nuova fanciulla figlia dell'avvocato "tal dei tali", l'aperitivo in barca ad ascoltare Schumann, ascoltasserò un pò di Ramassotti questi ignoranti. Oppure magari è un finto figlio di papà, uno di quelli con lo stesso abito ogni giorno, con la macchina fiammante ancora da finir di pagare, qualche Martini al Bar Centrale e a casa phone al posto del riscaldamento e scatolette di tonno al posto del caviale, che poi loro preferiscono le uova di lompo, chiamali scemi.
Ogni tanto ha anche la faccia di guardarmi.
Eccolo, ha appena rubato un rossetto, lo sapevo. Li capisco da quando entrano i ladruncoli in cravatta. Entrano con nonchalance, vorrebbero gridare "Io pago. Ho sempre pagato. E posso comprare anche voi signori." E invece guardalo lì, un misero rossetto. Forse lo deve regalare alla fanciulla e la paghetta del papi l'ha dilapidata giocando a Bridge. Che pena. Che commozione. Sono talmente commosso che lo riempirei di manganellate il bastardo. Oppure forse lo deve mettere lui il rossetto, hanno tutti quel vizio quelli lì. Di giorno con biondone 1.80 di coscia e di notte con palestrati in tanga. Mi viene da vomitare.
17/11 | di | autore
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lo sporcaccione

Racconti

Era l’essere più silenzioso del cantiere,probabilmente anche il più stupido,l’avevo conosciuto li,in quel fazzoletto di terra dove stava eseguendo degli scavi,quasi mi fece fuori quel figlio di puttana alla guida di uno scavatore troppo grosso per un cervello così piccolo,quel giorno il più bel complimento che ricevette da me fu:-Coglione!-,ma come ogni cosa in cantiere,tutto si risolve con una bella birra ghiacciata da 66 cl.
23/11 | di | autore
leggi tutto | (0) | (120)





La vena poetica

Poesie

Attraversa l'anima
come una lama
e ne sonda i paesaggi
ora mesti, ora bui
dove corvi neri come pece
gracchiano così forte
da grattarti le pareti del cuore.

29/11 | di | autore





Amen

Poesie

Questa Melma è un'aspirale
Un solo sforzo a poco vale.
25/11 | di | autore





se guardo in macchina...

Racconti

A fine estate, dopo giornate, ma soprattutto serate, di sbronze senza inizio ne fine, a casa di Federico regnava finalmente la tranquillità.Quegli eccessi così prolungati avrebbero fiaccato chiuque, anche il più incallito bevitore.
Federico non era un novizio in quanto a periodi prolungati di bagordi ma quell'estate sembrava non finire mai; il continuo via vai di amici nella sua casetta di montagna era come una continua mano di poker andata male,continui a giocare sperando che migliori.. ma gli amici di Federico erano dei diavoli e di migliorare non avevano proprio l'intenzione,anzi.Partito l'ultimo diavolo l'aspettava il meritato riposo.
Un pò di pace e serenità ci volevano proprio per il nostro gigante ubricone dall'animo gentile. Cento kg sono un peso duro da portarsi dietro specialmente quando è estate e fa caldo e a maggior ragione se si è ubriachi! Quindi il buon Federico pensò che per riposar le stanche membra doveva smettere di bere e che avrebbe potuto dedicarsi ad una sua vecchia passione. Montò in macchina prese il suo cd preferito dei Metallica e inizò a stendere...finalmente un po' di tranquillità...

17/09 | di | autore
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Sorriso

Poesie

SORRISO

Era alto,circa due metri
Lo incontravo tutti i giorni
Camminava come se gli avessero infilato su per il culo un palo
E rideva, rideva sempre.
Io per avere quel sorriso dovevo spendere del denaro nei Bar.
Un giorno uscendo da un bar lo incrociai
Ero molto ubriaco,cosi mi fermai,e gli chiusi il passaggio
Lo guardai dritto negl’occhi,e sfoderai un sorriso magnifico
Lui mi guardava e sorrideva,eravamo talmente vicini da sfiorarci il naso
Scesi con lo sguardo prima sul naso,e poi su quei denti bianchissimi
Aveva vinto lui,
La cosa mi fece imbestialire,iniziai ad insultarlo
Gli chiesi cosa lo rendesse cosi felice
Non mi rispose,e mentre gli urlavo in faccia,divento' serio,forse triste.
Il giorno dopo lo vidi ancora,camminava ancora intero,ma non sorrideva.
Avevo spento un sorriso. Che bastardo.
Mi infilai nel primo bar che incontrai.
Che delusione la vita.
04/10 | di | autore
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Ombrelli a Milano

Poesie

Gli ombrelli sono macchine volanti
Per esseri pigri
grilli di lamiera
il mare è un sogno di carne azzurra
poi verde al largo di via Nava
e d' ossa coralline
la fretta è occhi di pesce al mercato di Lagosta
io sono fragile fibra
alveolo polmonare di luce
violino di latta antica
all’incandescenza di un sorriso
illuminato di nicotina
11/10 | di | autore
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Cinisello Blues

Racconti

Eravamo Gino,Renato ed io
tre ragazzini pancia liscia al sole
sull'erba del Cipelletti
fumavamo sigarette che Gino rubava a chissà chi
Renato voleva fare l'attore,Gino il pittore
io volevo solo restare vivo e sorridevo.
La domenica a messa sputavamo pallini di carta zuppi di saliva
in testa alle vecchie in prima fila
rubavamo le offerte dal cesto che un coglione ci sbatteva distrattamente sotto il naso
sapevano tutti che servivano per le puttane del don
sigarette e videogiochi erano di gran lunga più importanti delle sue puttane
per noi all'epoca.
Col tempo cambiai idea
al don s'impiglio la tonaca in un chiodo
decise di lasciarcela e si sposò
continuando ad andare a puttane.
Il sabato mattina il padre di Simona le toglieva il guinzaglio
andavamo tutti in cantina a farci smanettare da quella meravigliosa ninfomane
quanti giovani spruzzi sprecati sul barbera sdraiato al buio.
Gino covava segretamete il suo sfascio
se lo scopava uno zio calabrese
non ne sapemmo mai nulla
così quel vecchio merdoso evitò un temperino nei coglioni
ma morì d'infarto.
La metamorfosi cancerosa di Gino
si compì anni dopo
ora si fa chiamare Giusy
succhia cazzi e si fa sbattere per 50 sacchi
la sera in Gioia
ha le tette di gomma e regge la concorrenza dei brasiliani
sono fiero di lui
era in gamba il mio amico.
Un giorno alle giostre un branco di gescaioli ci gonfio' a dovere
a Renato cadde un dente
e qualche tempo dopo gli soffocarono i 16 anni in gola
al Bassini
con un'anestesia sbagliata
è morto con con la gola più gonfia di un Tango di cuoio.
Ora un minchione con barba e occhiali tondi fini
parla in tv del potere dei cristalli
di fiori di non so chi
e dell'armonia dell'universo
gli mollerei un destro sul naso
l'universo non esiste
è scomparso nell'erba del Cipelletti
evaporato nell'Agosto del 1983.
Cristo eravamo solo tre ragazzini pance lisce al sole.




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INCONSCIO

Poesie



Il serpente tentatore
Che in memoria ho già dolore.

Fuoco, Acqua
Terra, Mare
Pioggia, Sole
Ghiaccio, Roccia

Ognuno ha la sua faccia contrapposta
Lui, Lei e L’altro
Natura e occulto

Io non so
Ancora per quanto
il mio cuore può sopportare

Fuoco, Acqua
Terra, Mare
Pioggia; Sole
Ghiaccio, Roccia

Se San.S. mi volesse aiutare
Il serpente dovrebbe mandare
ed io non potrei che cadere
al suo immenso potere

Fuoco, Acqua
Terra, Mare
Pioggia, Sole
Ghiaccio, Roccia

Il serpente è lungo
vecchio e freddo
vive nelle profondità
di un antico lago ghiacciato
mi porta con lui cavalcando
alte onde AAAAAHHHHHHH!!!!!!
Visione irrequieta e fredda,
ferma e ardente.
Fasullo serpente
continua a correre
prima che ci inghiotti
nuovamente.
16/06 | di | autore
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Ribelli

Pensieri

Penso che il VERO ARTISTA, e non quello preconfezionato adatto alla tv, debba essere più temuto di un uomo con la pistola. L’ artista possiede un arsenale vario: il sentimento, l’intelligenza, la non paura di esprimere concetti/idee, l’ipnotizzare lo spettatore. Non lo fa' per soldi, ne per fama. Questa necessità va ben oltre questi beni, questa necessità nasce da un io interiore che convive con il corpo nel quale si trova. Penso che gli artisti siano rimasti gli unici VERI RIBELLI di questo mondo. Qualsiasi arte voi fate, portatela fino in fondo e solo cosi morirete da vincenti con voi stessi.
21/06 | di | autore
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IL RACCONTO DEL SUPERIORE

Poesie

1° RIVEGLIO

Fatti estranei che
smorzano
la brutalità delle
cose
e che echeggiano
in menti intorpidite
da strani concetti
facendoci inghiottire
senza alcun pudore
da tutto quello
che contorna
la bellezza del mondo



2°RISVEGLIO

Fandonie!
Strabordanti
parole
d’alto ceto
io sono Dio
il demone
in trance
e tutti voi
al di sotto
di me!
28/06 | di | autore





Che fare?

Poesie

Che fare?
Vedo le carte davanti a mè
le chips che pian piano diminuiscono
che fare?
Mi sento sempre più invisibile
agli occhi della gente
che fare?
Forse l'ho capito....
Me ne frego di tutto e tutti...

e tiro avanti.
02/07 | di | autore
| (0) | (37)





Acido notturno

Poesie

Notti
suicidi d'alcool
14/07 | di | autore





#1982

Poesie

Se ne stavano li
Nelle loro auto nuove
Nelle loro case lussuose
Nelle loro perverse convinzioni
Appolaiati come
canarini sazi e indisturbati
Sui lo rami dorati
Erano i giusti
i perfetti
gli equilibrati
l'esempio da seguire
ma il giudizio era vicino
il giudizio folle e terreno
il giudizio dei pazzi
degli ingiusti
degli imperfetti
degli squilibrati
di quelli da cui non prendere
esempio!
Erano soltanto la crosta
insulsa di un vecchio vomito
si affannavano
ma il giudizio era vicino
è vicino.
Erano l'odio che generava
i crimini
erano la rabbia
che generava
l'odio
erano e sono
la società!
Il giudizio è vicino
sempre più vicino!
18/07 | di | autore
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#1983

Poesie

Quei lupi non
smettevano di ululare
il mio cuore pulsava
eccitato come
una chitarra violentata,
come un pennello abusato!
Lo specchio mi fissava
le ombre mi seguivano
e la vita mi respingeva.
Cosa vuoi che faccia...
tutto quello che ti va
mi rispose il sole...
ribollivano le ossa e
il sangue
anche un silenzio può essere
armonico quando
non hai altro che quello!
18/07 | di | autore
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