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Eccolo, il vecchio Buk a essere fotocopiato e ricordato... io non mi sento all'altezza, sono diverso... forse sono meglio, ma certo non all'altezza. Tutto quello che viene dopo è scolorito. Tutto quello che viene prima è già fatto, già visto. Di nuovo c'è che tutti dovrebbero vivre liberi... perchè è nuovo? Cazzo se è nuovo... è la cosa più innovativa che mi viene in mente. Come cazzo si fa a liberare se stessi, se la prima prigione ce la facciamo noi! Non credo sia facile, ma penso anche che pochi ci provino d'avvero.
1. Ci sono degli attimi in cui credo che il mondo non giri per il verso giusto. Ciò mi accade quando avverto che Morfeo sta per afferrarmi, quando sto nel mio letto e ripenso alla giornata appena trascorsa. E’ in questi momenti che mi rendo conto della monotonia della vita, della futilità dell’esistere, e che mi chiedo cosa sia che mi faccia tirare avanti. Ormai sono dei mesi che non vedo una passera e penso che ormai, visto come sono ridotto, non vi sia neppure una femmina che desideri trascorrere una nottata in mia compagnia.
solo io e nessun altro, solo io e la mia bottiglia di vino, solo io e la mia malattia d'alcool... voglio solo vivere da ubriaco ....perdere il senno e confordermi nella folla perchè è questo quello che siamo ......polvere e disagio .
Ma erano soltanto discussioni: i nuovi nomi dei partiti già avevano fatto il giro del mondo.“The ID wins general election”, “Los que eran Feos van al Gobierno”, “The Freeds loose the power and become IC”; “Un paìs de ilusiones y desilusiones”, così titolavano le agenzie di stampa straniere.
schiacciato dall'ipocrisia stanco di subire ingiustizie circondato da occhi che sfuggono mi muovo a rilento cerco di correre ma non riesco come una moviola sento il peso di ogni movimento guardo l'orologio è quasi ora mi do un pizzicotto magari è un sogno!
tu sai qual'è la spinta che fa muovere il sangue ninfa della vita che muove la mia mente mentre senza sapere niente sull'unica risposta che conta vado avanti aspettando l'ultimo giro di ruota
Seduto nell'angoscia di una sera senza stimoli Le luci stuprano il piu' intimo sentimento Non penso alla vittoria di una lotta esasperata Con un bicchiere mezzo vuoto di scotch scadente Ingollo per spegnere la sensazione che non voglio Aspiro lentamente ma la cenere cade, sprofonda Leggera abrasione che mi fa riemergere alla realta'
Voce calda. Non banale. Suona leggermente stonata e mi fa rabbrividire. Piangendo note, canta. Pieno di droga, canta. Lui sapeva amare. Magari confusamente, magari male, ma sapeva amare. Diary Of A Lover. Sento il suo “oh” salire molle tra la chitarra acustica ed una sigaretta baciata. Sporca di rossetto, la bocca virile. La voce trema d’emozione e trasale dentro me tutto ciò che lui provava nel cantarla. Socchiudo gli occhi lentamente. Sono sola. Mi sento confusamente sola. Sento che sto sbagliando. Sto eseguendo una vita che non desidero. Lui canta ed io penso. Il vuoto dell’esistenza m’assale. Domani di nuovo a lavorare. Preferirei spogliarmi in un lago e nuotare sola, cantando dentro me. Mettere la testa sott’acqua, per amare i suoni del lago. Le bolle. Le alghe. Mi muovo come un pesce con le pinne amputate.
Oggi ho ascoltato la tua musica. Reminiscenza di vita sottoforma di cristalli nell’anima. Si allarga in me la delicatezza della rosa che si schiude. Zucchero che non disgusta nelle note. Fluido sale il suono lieve. Corde pizzicate. Mi sento impotente. Sorrido lieve, come profumo di primula. Mi accoccolo contro me stessa, abbracciandomi dolcemente la pancia ed i seni. Resto così, con gli occhi chiusi, a captare gli odori ed a ricordarli. Sento profumo d’amore. Sento lacrime negli occhi.
Il cavallo nero si erge sul cubo nefasto e rosso di morte. Intorno il prato è verde acido. La donna nuda si sporge in avanti, adorando il cavallo. Strofina il viso nell’erba e diventa verde anche lei. Sento il dolore sulle sue guance.
Muovo la testa ai lati. Molli pensieri. Seguo le note. Complesse. Semplici. Lente. Psichedeliche. Distaccata dal resto. Sono musica e sesso. Chiudo gli occhi. Abbozzo sorrisi. Dondola la sedia, perché io la faccio dondolare. Mi tocco il viso. Pelle liscia. Polpastrelli a punta sulla pelle. Accarezzo me stessa. Amo le carezze. Sollevo la camicia. Mutande. Cosce. Pancia. Riflessioni. Flashback. Movimento. Lentezza. Sono fatta di carta velina. Brucio nel fuoco. Mi inzuppo nell’acqua, sparendo. Ho gli occhi grandi. Ho gli occhi larghi. Tu ti perdi. Io mi perdo. Negli occhi. Con le orecchie ascolto le tastiere. Ascolto le chitarre. Ascolto i bassi. Enjambement nelle canzoni. Seguo le strofe più interessanti per il mio stato d’animo. Sono romantica. Sono passione. Sono dolcezza. Al collo legata una mela. Rossa la buccia. Grattugio pensieri. Evaporo sensazioni. Sale l’anima. Leggero malessere.
Impotenza . Forse è questa la parola che sento più vicina. Come in quei giochi in cui devi collegare un personaggio ad un sostantivo o ad un evento. Con il mio nome non ci sarebbero dubbi: impotenza. È strano vedere come il mondo invece si muova da tutt’altra parte. Accendi la tv e sai quello che succede all’altro capo del mondo, fai un giretto su internet e sai come si divertono i ragazzi del Delaware. Tutto è a portata di mano e tutto sembra così facile da conoscere, capire e cambiare.
Decisi di non andare più a trovarlo, sapevo che l'avrei rivisto a distanza di qualche anno e non avevo fretta di sapere con chi avrei passato ogni singolo giorno della mia vita. Del resto avevo già cambiato idea da tempo e non gli volevo affatto bene. Essendo ancora troppo piccola mi fu impedito di fare quello che volevo e non potevo rimanere da sola in quella bettola guardare le figure che formavano le macchie sulle mattonelle o le crepe nei muri e il grasso dei fornelli che non venivano puliti, ché tanto non importava a nessuno.
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