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IL MIRACOLO DI BILL PELLE CORTA

Racconti

IL MIRACOLO DI BILL PELLE CORTA
(bukowskiana sull'amore)

(Musica: www.youtube.com/watch?v=gCwT-XnS5M4)

Quand'ero piccolo pensavo che l'amore
fosse solo un'invenzione per le favole
come la fata, che appare all'improvviso
quando sembra tutto perduto e per magia risolve tutto
affinchè le cose finiscano bene.

Fu a causa di un certo Bill che mi dovetti ricredere
lo chiamavamo "Bill pelle corta"
per il fatto che scorreggiava continuamente
e scherzando ci piaceva pensare
che ogni volta che chiudeva le palpebre
gli si dovesse aprire qualche altro orifizio.
Si perse come una pera cotta per una
che a sua volta era cotta per un'altro.
Tuttavia, lui credeva nell'amore, diceva,
pensando che fosse superiore ad ogni altra cosa
come venisse direttamente da Dio, che se vero e profondo
allora prevale sempre alla fine,
poichè provenedo da lui
non poteva essere vano ai suoi occhi,
e come per incanto dovesse affermarsi
al posto di ciò che amore non è e presto decade..
senza prevaricare nessuno
un miracolo che piano piano agisce in noi
e anche nelle cose sebbene non ce ne accorgiamo..
il miracolo dell'amore, diceva.
Ne parlava come se narrasse una poesia
che lui stesso stava vivendo, e un primo tempo era anche toccante.
Ma a quanto pare il buon Dio, per chi crede,
non si commosse troppo per lui
infatti quegli altri due
si fidanzarono felici e contenti per molto tempo
e lui no.
Forse era così che doveva andare
senza alcun miracolo
perlomeno per Bill
capivo invece che quei due stavano bene insieme
e che talvolta un bel gioco, anche se dura poco
è a lungo sempre meglio, del bel niente
che in genere la realtà offre a quasi tutti.
Ma se l'amore era una cosa che non capivo
allora dubito che loro, che invece capivo benissimo
si ammassero poi davvero e in modo molto profondo
non è poi così necessario
anzi, uno cotto come Bill sarebbe stato penoso e affatto divertente
e in quelle condizioni credo
non fosse neanche in grado di scoparla
ma non menzionava mai una tale ipotesi, come se neanche lo sfiorasse
di certo non capiva che in fondo, era solo di questo che si trattava
che ciò che i più chiamano amore
era semplicemente una confezione della morale
per rendere affascinanti ed accettabili
i propri desideri, o comodità
non capiva che il trucco sta nel non prendere la cosa veramente sul serio
anche se il gioco vuole il contrario, ma per gioco però!
Che può essere pesante come spesso sono i giochi
ma non più di quello che è.
Altrimenti, avrebbe forse trovato
il modo di farsela anche lui prima o poi
sempre che riuscisse a non scoreggiare come al solito
sempre che riuscisse a capire quello che non capiva
come io che non capivo lui
e cosa egli volesse, o cercasse
o semplicemente vivesse.
Di certo anche quei due, come me, non credevano alle favole
o all'amore così come Bill lo intendeva
se non come le favole che sono
ma non credo si fossero neanche mai posti una tale domanda
non serve quando, fai spesso buone scopate
forse non serve comunque
e anche Bill cominciava a capirlo ormai.


Ormai non credeva più ai miracoli
o in tutte quelle cose che diceva circa l'amore
perlomeno con la testa
e sebbene continuò ad amarla a lungo, invano
non cercò mai di odiare qualcuno o qualcosa per questo.
Neanche quando gli dissi che non era altro che
un masochista che si fotteva da solo
e che dietro le quinte della sua mente
desiderava che il suo buon Dio
di amore, dolore, redenzione
udisse il grido delle sue speranze senza speranza
così da barattare quell'obolo di amarezza
che cumulava giorno per giorno
per un tocco di bacchetta magica..
lui invece, sorrise, e mi ringraziò
perchè solo un vero amico, diceva
avrebbe potuto dirgli queste cose
così cattive però in fondo così vere
ma anche che, non si poteva
barattare con Dio, qualcosa che lui stesso ti aveva donato
e di cui l'amarezza ne era solo una parte
per quanto indissolubile.
Anch'io sorrisi, pensando a quanto
quelli che in Russia distruggevano le chiese
non avessero capito niente della cosa
e di quanto, non potevo far niente per Bill...
far niente... è l'unico sistema per quei tipi di guai
che altrimenti si alimenterebbero con qualunque altra cosa
in quanto fatti di niente.

Povero Bill, alla fine era sempre teso e distratto
mangiava e dormiva poco e male
assente e assorto in una strana malinconia
e in quei momenti in verità
non capivo bene che cazzo avesse!
Avrei pensato ad una di quelle cure pesanti
che ti tirano giù quasi più della malattia.




Però. in tutta questa storia di Bill
un'unica cosa buona, alla fine la vedevo
ed era che lui, dopo tutto ciò
smise di scorreggiare di continuo

e a pensarci bene, questo
può anche essere visto come un miracolo

anche se in tal caso non saprei dire
se, il buon Dio di Bill
credesse nelle favole
o in quali .


(Sergiobuschi)
04/04 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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