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Reliquie

Pensieri

Oggi ho ascoltato la tua musica. Reminiscenza di vita sottoforma di cristalli nell’anima. Si allarga in me la delicatezza della rosa che si schiude. Zucchero che non disgusta nelle note. Fluido sale il suono lieve. Corde pizzicate. Mi sento impotente. Sorrido lieve, come profumo di primula. Mi accoccolo contro me stessa, abbracciandomi dolcemente la pancia ed i seni. Resto così, con gli occhi chiusi, a captare gli odori ed a ricordarli. Sento profumo d’amore. Sento lacrime negli occhi.

Il cavallo nero si erge sul cubo nefasto e rosso di morte. Intorno il prato è verde acido. La donna nuda si sporge in avanti, adorando il cavallo. Strofina il viso nell’erba e diventa verde anche lei. Sento il dolore sulle sue guance.
M’accarezzo e la mia pelle è pescanoce. La mia buccia è chiara, setosa e coperta di biancopelo coniglio. Lei brucia. Con le guance verdi. Brucia. Il cavallo nero sorride, impazzito. Odore di violenza sessuale. Ranuncoli piegati attorno al corpo di lei. Bella nella sofferenza, come una Vergine Maria da T.S.O. Preferisco giocare alla cavallina, in questo prato. Oppure fare le capriole. Un giorno ti ci porto. Qui ho avuto le migliori immaginazioni. Mi sdraio nell’erba fine. Tutto è fresco. Tutto è rugiada. Tutto è verde. Io sono verde. Strofino la mia pelle di pescanoce contro il suolo germogliato. Mi graffio d’amore e sospiro.

Da bambina giocavo col fango contro il muro che sta dietro casa mia. Disegnavo le felci sul cemento e le rocce. L’odore di stalla arrivava fino a lì. Sentivo i versi delle mucche e le volevo vedere alla luce. Al buio erano i tori di Satana. Occhi luccicanti nel nero della stanza umida. Io fuori con la paura folle che una di loro mi mordesse una mano. Le mani sporche di fango. Mi disegnavo le gote a pois con il fango. Ero un’invenzione primitivista. Criptici i miei pensieri, creavano illusioni. Ancora oggi immagino e vivo di testa. Ma non di cervello. Perché vivo di testa come se vivessi di stomaco. Ricordo tutte le giornate della mia infanzia. Come posso dimenticare il tuo odore? Torna tutto addosso all’improvviso sulle guance infuocate di emozioni velenose. Veleno dolcissimo, pozione sopraffina. Il tuo sudore, per me, è la reliquia più cara.

Voglio invecchiare in fretta, per lasciare questo mondo con fugace avidità di emozioni. Voglio riempirmi la casa di pezzi di del mio corpo. Qui visse la stolta. Impronte limate via dai polpastrelli. Pezzi di ciglia e sopracciglia. Tenete, ecco i miei occhi, mangiatene tutti. Tenete, ecco il mio piscio, bevetene tutti. Sul muro la sagoma di me. La sagoma di me quando sono triste. Mi sego le mani. Ho voglia di stare tutto il giorno a guardare il mondo a testa in giù. Il cavallo nero sembrerà serio, la donna nuda parrà volare e le mie guance pescanoce andranno verso i miei occhi ad indicare un sorriso impossibile.
5mag08
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