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LA DOSE

Pensieri

Non c'è mai fine al vorticoso pensiero che mi fracassa il cranio. Io che me ne sto intrappolato nell'ufficio, un'ameba che fissa un monitor, un automa che risponde al telefono dopo due squilli... Questo è il guscio, cari miei. Qua dentro (e ve lo dico mentre mi batto il petto con un pugno), qua dentro cosa c'è? Come si libera uno spirito libero? Come può sbocciare un fiore senz luce nè acqua? La luce se la va a prendere, l'acqua prima o poi arriva. Ma qui siamo in un cazzo di deserto, un deserto senza sole. Fa caldo ma non piove.
La birra fresca aiuta, la droga che mi scorre in vena pure. Non mi faccio niente di sintetico. La mia droga sono io che mi libero del guscio e volo via lontano, nella mia terra fatta di parole, di pensieri, di sorrisi, di belle donne, di cuccioli di cane, di amori disperati, di lacrime amare ma dolci quando riescono a scorrerti giù per la faccia. Cristo se sono bello quando m'inietto la mia droga fantastica. Cristo se il mondo gira per il giusto verso. Chiudo gli occhi e mi sparo una bella dose di naturalissimo libero pensiero e comincio il volo. Dentro al guscio, però, è sempre più difficile trovare anche solo il momento per spararmi una dose... E non mi fa più nemmeno effetto. I pensieri comuni riverberano: il mutuo, i mobili, la famiglia, la sveglia, il lavoro, il traffico, le urla, la gente comune, il mondo comune, le giornate grige, la depressione, quasi quasi mi faccio un'altra birra... E voglio un'altra dose, di più sempre di più... Fino a che non mi ritrovo spento nelle bianche lenzuola del mio letto. Morto fuori ma vivo dentro. Io non sono dove sono. Com'è piccolo il mondo visto da quassù e com'è fresca l'aria mentre volo via leggero. Quanto spazio tutto intorno a me, come respiro bene. Non ho più il naso storto e l'ossigeno arriva dritto ai polmoni. Sono un uomo, sono un bambino, sono tutto e niente. Sono un branco di discorsi senza senso, oppure un senso ce l'hanno anche ma sono anche banale. Se la banalità fosse il mio mondo va bene, va bene tutto. Purchè possa ritrovarmi morto d'overdose. Stasera me la sparo grossa se ne avrò il coraggio. Sennò mi leggerete anche domani e sarò solo un vigliacco. Uno dei tanti. Un clichè. Per il momento ritorno a fissare il mio monitor e medito in cerca di coraggio. Coraggio, coraggio... Io sono tutto. Io sono niente.
27/08 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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