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Brandelli di monotonia paranoica

Racconti

Arriviamo che sono quasi le quattro. Infondo alla piazza s'intravede un insolito viavai di facce conosciute. L'aria è tesa, lo si avverte a primo impatto.
"Passami stà birra"
Dan allunga il braccio senza fiatare, lo sguardo fisso su un punto indefinibile.

Li vediamo quando siamo ormai a pochi passi, i lampeggianti accesi illuminano a tratti il palazzo di fronte e le due ciccione curiose affacciate alla finestra.
"Andiamocene, sento puzza di merda" Dan mi butta addosso un'occhiata perplessa.
"Sei pulito?"
"Si"
"E allora restiamo"


Seduti sul marcipiede, le spalle appoggiate al muro, ci apriamo un'altra birra.
Il clima è mite, un vero peccato che una serata così bella venga guastata. Che ci possiamo fare? Ci è toccato mangiar merda da quando siamo nati, continueremo a mangiarne. Moriremo mangiando merda. Il sol dell'avvenire sembra esser lungi dal sorgere.
Un paio di minuti e Lerry spunta da dietro l'angolo, gli occhi fuori dalle orbite. E' ubriaco. O ha tirato di bamba. O forse tutt'e due. Non me ne frega un cazzo.
Ad ogni modo, è venuto a scroccare da bere. Quando stappi una birra allo Scotland stai pur certo che Lerry verrà a scroccartene un quarto.
"Cazzo è tutto questo casino?" gli chiedo
"Lascia perdere, sta volta lo fanno chiudere. Ne hanno trovati una ventina, domani sarà sui giornali. Tempo un mese e lo fanno chiudere, dai retta a me." è visibilmente agitato. Non sò se attribuirne la colpa alla situazione, all'alcol o alla bamba.
"Sarà l'ennesima retata a scopo mediatico, svegliati. E' da quando avevo ancora l'acne giovanile che andate farneticando sulla chiusura, e quella vecchia carcassa di cane è ancora qui a spillarci fino all'ultimo centesimo. Tra un paio di giorni passa tutto in secondo piano, è sempre andata così..."
"No...no...stavolta no...stavolta è diverso...stavolta li hanno chiamati loro...li ho visti,li ho visti coi miei occhi, erano..."
Lo guardo negli occhi con aria interrogativa.
"Loro chi?"
Abbassa lo sguardo.
"Loro..."
"Chi cazzo sono loro?"
Dan mugugna qualcosa, la testa reclinata di lato. E' giunto al termine della sua corsa per stanotte, buonanotte vecchio stronzo, salutami i postumi domattina.
Larry invece non risponde, lo sguardo fisso in terra.
"Oi testa di merda, allora? Chi li ha chiamati? Questi cani rognosi che abitano qui intorno?"
Scuote la testa.
"No, ti giuro, li ho visti coi miei occhi, sono venuti che saranno state le due e qualcosa...si sono seduti al tavolo, erano quattro. Hanno bevuto un paio di birre a testa,uno aveva una croce celtica sull'avambraccio.Scrutavano tutti quelli che entravano, e quelli che uscivano, e quelli che erano seduti, e quelli che andavano al cesso... si sono guardati intorno per un oretta buona, poi hanno tolto le tende. E un quarto d'ora dopo,questo bordello...hanno preso Sabba, hanno preso Nima...è un casino Kalesh dammi retta...stavolta chiude...domani sarà sui giornali...proibizionisti e autoritari nè faranno campagna elettorale....finiremo nella merda,ci toccherà andar via..."
Si accascia tenendosi il cranio glabro tra le mani.
"Larry facciamola breve che non ho tempo da perdere in questo bucodiculo di posto...chi è venuto a bere birra e a guardare tutti? Chi li ha chiamati gli sbirri? Parla chiaro, per dio, oppure togliti di culo.."
Sospira.
"Lo sai chi è stato, non te lo devo venire a dire. Sono sempre loro, sempre loro. Da quando hanno iniziato a venire sono aumentati i guai...non dovevamo lasciarli stare...ecco dove siamo arrivati...abbiamo fatto una cazzata,per dio, ce lo siamo messi al culo da soli..."
"Lerry.."
Alza la testa, mi implora con lo sguardo di dar peso a quanto dice.
Ha capito che ho capito. Ha capito che non gli crederò.
"Kalesh cazzo stammi a sentire..."
"Lerry...." inizio a scazzarmi. Ne ho le palle piene di sentire le solite storie.
"No cazzo senti..."
"Lerry ti ho fatto delle domande per avere delle informazioni, non per sentirmi ripetere le solite fottutissime leggende metropolitane che girano qua dentro da quando ero una ragazzina...se non puoi renderti utile fammi il piacere, taci..."
Scatta in piedi, stizzito, ferito nell'orgoglio. Sapevo che avrebbe reagito così, è prevedibile. Tutto è prevedibile in questo secchio di vomito dimenticato da dio dove veniamo a sbronzarci. Tutto è fottutamente uguale, giorno dopo giorno, notte dopo notte...passano le settimane, i mesi, gli anni...ci si ritrova sempre a fare le stesse cose, a parlare degli stessi argomenti, a sentire le stesse cazzate, a vedere le stesse facce via via sempre più segnate dal tempo e dai vizi.
E anche quando succede qualcosa di diverso dalla normale routine,come stanotte, si tende ad attribuirlo alle stesse cause, a tirar fuori le stesse leggende metropolitane, a temere gli stessi mostri di sempre.
Siamo condannati a marcire in questa merda, oramai la cosa non ci crea neanche più problemi. Però vogliamo familiarizzarla, renderla nostra...renderla la NOSTRA merda perchè si distingua dalle altre, perchè finisca con l'appestare di fetore proprio. Magra consolazione. Ma pur sempre una consolazione.

Chiedo a un tizio che conosco di vista di aiutarmi a portare Dan a casa. Lo stronzo blatera merda incomprensibile e non si regge in piedi. Lo teniamo su facendogli appoggiare le braccia sulle nostre spalle, lo trasciniamo di peso.
Percorriamo metà tragitto in silenzio, poi chiedo al semisconosciuto se sa niente della retata. Risponde che è arrivato tardi, quando ormai i giochi erano fatti e la posta in gioco era stata bell'e trasportata in caserma. Dice di aver sentito delle voci che attribuiscono l'infamia alle teste rasate, e non da Lerry. Uno spiraglio di preoccupazione, di botto. Lo ricaccio dentro, lo affogo con un abbondante sorso d'assenzio gentilmente offerto dal mio aiutante per potersi sporgere a guardarmi le tette. L'alba è alle porte, ma io non ho ancora sonno.
Portato Dan a casa, ringrazio il tipo che mi ha offerto aiuto e assenzio, mi siedo sul marciapiede e scruto l'orizzonte.
Forse domani sarà sui giornali.
Forse lo faranno chiudere, tempo un mese e lo faranno chiudere.
Forse sono realmente venuti gli infami rasati a gettarci merda in faccia.
Forse ora quei poveri cristi fottuti dalla retata le stanno prendendo di brutto.
In fin dei conti, poco importa.
Era solo per spezzare la monotonia, per aver qualcosa di cui parlare.
Forse domattina avrò mal di testa.
16/04 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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