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CAMINO NELLA NEBBIA

Racconti

Inverno. Nebbia. Freddo. Arrivai al bar a piedi. Mi disse
- ci troviamo lì per un aperitivo
-no prolem baby, ma se mi vieni a prendere che ho una spalla rotta mi fai un piacere..
-no, vediamoci lì.
Eseguii.
Lei arrivò puntuale ma io intanto, che ero arrivato da un po’, mi ero scolato una bottiglia col mio amico frocio e mi sentivo veramente a posto.
Il dialogo tra noi tre sembrava allegro e si parlava liberamente di noi stessi. Lei, capelli castani a caschetto, stanca dal lavoro ma con occhi vivi di passione turbava anche l’omosessualità del mio amico. Non potei fare a meno di sbirciare più di una volta tra le sue cosce, e non è che lei si nascondesse tanto. Mi accompagnò a casa. Arrivati le dissi
-vieni con me a fottere una bottiglia di vino a quello sfigato del mio vicino
mi seguì. Entrammo furtivi nella cantina e, presa la bottiglia, uscimmo illesi da occhi padroni. Fieri della nostra conquista corremmo fino a casa mia.
Le chiesi di entrare per aiutarmi ad accendere il camino. Lei si appoggiò alla sua macchina e mi disse che non voleva fare sesso con me. Voleva qualcosa di più da me e l’unica cosa che rimpiangeva era stata la nostra incapacità di riuscire a costruire qualcosa, il nostro timore di avventurarsi spassionatamente in una storia in cui valeva la pena mettersi in gioco . mi girai e inizia a pisciare contro una siepe mentre stappavo la bottiglia di quel vino di merda e ne bevvi una boccata. Appoggiai la bottiglia sul tettuccio della sua macchina e improvvisamente mi avventai con tutto il mio peso su di lei, senza l’uso di un braccio! La spinsi contro la sua auto col mio pene irrigidito e glielo feci sentire tra le sue cosce che si alzavano lentamente in segno di sottile piacere; lei sembrava volermi scappare ma non ci riusciva, o almeno faceva credermi così io intanto bevevo qualche boccata dalla mia bottiglia rubata. Ci baciammo a lungo e le strofinai il cazzo sulla figa a lungo. Perché non entriamo e facciamo l’amore?
- non è questo che voglio
- ma non possiamo perderci questi momenti. Li rimpiangeremo tanto quando saremo entrambi sposati, malati, annoiati, soli…
- ti ho già detto che non è questo che rimpiango
- credimi! Sarà la fine del mondo quando realizzeremo che non abbiamo fatto l’amore un giorno d’inverno nella nebbia perché volevamo qualcosa di più da noi stessi!
- Non ci credo. Credo solo che io nella nebbia ci sono nata, a mirandola, quindi ci sono abituata. Stavolta vorrei qualcosa di più.
Capii che stavolta non avrebbe scopato con me. Non avevo voglia di insistere ancora. Probabilmente me la sarei fatta comunque ma, proprio in quel momento suonò il suo cellulare. Era il suo Paolo che la cercava. Così ci salutammo e tornò da lui.
Io, con la mia bottiglia a metà, entrai in casa e accesi il camino.
03/05 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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