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Schiavit¨

Pensieri

Ho reso mia un'insensibilitÓ che non mi apparteneva e che ora mi tormenta.

I sentimenti del passato soffocati con la forza, schiavi di un'esistenza celata, mi investono e mi trovano impreparata. Inerme.

Per troppo tempo li ho ignorati e non so come arginare la loro violenta irruzione.

Come una tempesta di allucinazioni,
fantasmi mai esistiti
eppure presenti
attanagliano,
in una morsa impietosa,
il nulla forzato.


Imposizioni disumane, forzature dell'animo che diventano macigni, ma persevero. Coscientemente?

Anestetizzata dall'indifferenza ora tutto questo mi sembra logico e allo stesso tempo assurdo.

Dissolti nella nebbia dell'incoscienza riemergono incombenti realtÓ che non posso pi¨ rinnegare.

Il passato ha forgiato il mio disprezzo nutrito dal presente.

Mi sono tesa un agguato e ora sono in balýa di me stessa. Sola.

Lacrime e brividi mi posseggono.

Non mi resta che mantenere fedeltÓ al mio presente.

Mi ha donato il male, l'ho accettato e sono il nulla.

Sarebbe stato divino restare indifferenti, ma la mia natura Ŕ il limite.

Un' innocenza perversa mi ha spinta oltre e ora ne sono un'affranta spettatrice.

Abbiamo banchettato con la mia anima, un macabro spettacolo che tu non riconosci.

La mia morbosa cecitÓ si rivela un'ordita trama da cui non voglio separarmi.

Ho trovato luciditÓ e coraggio che celer˛ con dedizione dietro la disgustosa maschera dell'apatia.

Il ribrezzo per la mia condotta ora Ŕ svelato. Caos Ŕ il mio nuovo padrone.






La sfiducia che ho riposto in me la proietto su altre figure dissimili per essenza.

Follia o virt¨?

Paura.

L'insostituibile essenza umana giace immobile, nell'oblio, assopita da una vana ricerca del nulla.

Finalmente mi vedo.

Ho una collocazione fuori da ogni tempo e spazio, ma so di esistere.

Eccomi. Nel buio accecante, in silenzio, sono statica.

Emblema di smarrimento.

( Gazza.

Saggi la libertÓ dell'aria fresca, osservi, privilegiata, nella tua semplicitÓ non sai.

Ma se ti tarpassero le ali, ne moriresti.

Dunque Ŕ questo?

Non conoscere e vivere o conoscere e morire?

Invidio la tua limpiditÓ, o inconsapevole creatura.)

L'ostinata ricerca del dolore mi appartiene.

Condividerla significherebbe infierire.

Indifferente, hai infranto il mio specchio.

La mia immagine Ŕ riflessa in frammenti.

Non so a quale di questi appartengo.

E' una danza inquieta che li solleva,

precipitano sparsi, disordinati

e io mi vedo:

Non sono mai la stessa.
01/05 | scritto da | stampa | scrivi all'autore | autore





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